produzione petrolio

Produzione petrolio – Nel 2015 USA primi al mondo

Nel 2015 gli USA sono al primo posto per la produzione di petrolio e gas naturale al mondo

Prodotti 15 milioni di barili al giorno di petrolio

Gli Stati Uniti hanno prodotto nel 2015 petrolio liquido e gas naturale più di ogni altra nazione, secondo i dati dell’agenzia energetica federale. Anche se i bassi prezzi del petrolio hanno costretto le compagnie a ritardare le perforazioni e rimandare molti progetti, i produttori statunitensi sono riusciti a estrarre più idrocarburi di Russia e Arabia Saudita.

 
L’offerta di petrolio statunitense è aumentata nel 2015 di un milione di barili al giorno, portandosi a 15 milioni di barili al giorno, secondo i dati rilasciati lunedì dall’Energy Information Administration. La produzione di gas naturale degli Stati Uniti è aumentata di circa 100 milioni di metri cubi al giorno, con la maggior parte dell’aumento che è arrivata dagli stati dell’est. Complessivamente, la produzione di petrolio liquido e di gas naturale ha raggiunto nel 2015 una stima di 58,3 quadrilioni di unità termiche britanniche (un’unità di misura energetica usata principalmente nel Regno Unito e negli Stati Uniti). La produzione energetica degli Stati Uniti è aumentata molto nel corso degli ultimi anni grazie alle nuove scoperte e agli sviluppi relativi ai giacimenti dell’olio di scisto. I progressi tecnologici nelle perforazioni orizzontali e nelle fratturazioni idrauliche hanno permesso ai produttori di arrivare a nuovi giacimenti di petrolio e gas naturale. Progetti altamente costosi e a lungo termine come quelli del Messico e dell’Alaska stanno iniziando a portare grossi volumi di idrocarburi al mix energetico statunitense.
 
2015 petrolio USA Expo Valve
 
La produzione statunitense di petrolio e gas ha raggiunto negli stati uniti una stima di 58,3 quadrilioni di unità termiche britanniche Energy Information Administrarion Le scorte statunitensi di petrolio e gas sono aumentate nel corso dell’ultimo anno nonostante la frenata fatta registrare dall’industria. I prezzi del petrolio sono crollati a inizio anno di due terzi rispetto ai massimi fatti registrare a luglio 2014 a causa dell’abbondante offerta produttiva. Decine di compagnie hanno dichiarato la bancarotta e investimenti di diversi miliardi di dollari in esplorazione e produzione sono stati cancellati. Tuttavia, grazie alla migliore tecnologia di perforazione a basso costo molte compagnie del settore sono riuscite a tirare avanti nonostante i bassi prezzi della materia prima. Gli Stati Uniti hanno superato per la prima volta la Russia come principale produttore di petrolio e di gas naturale nel 2012. Gli Stati Uniti sono stati i maggiori produttori mondiale di gas naturale dal 2011 e i maggiori produttori di petrolio dal 2013, stando all’Agenzia Internazionale dell’Energia. La Russia ha aumentato a inizio anno la sua produzione energetica con le compagnie energetiche statali che hanno tentato di arginare i danni provocati dal calo dei prezzi delle materie prime. Nonostante questo, complessivamente la produzione ha fatto registrare un calo a causa delle brutte condizioni economiche e di un inverno abbastanza mite, che hanno condizionato in modo negativo la domanda energetica. La produzione di idrocarburi della Russia è stata nel 2015 complessivamente piatta se paragonata a quella del 2014, ha detto l’Agenzia Internazionale dell’Energia. In modo simile, anche l’Arabia Saudita ha cercato a inizio anno di aumentare la sua produzione, portandosi vicina a livelli record. Tuttavia, il regno ha prodotto una quantità di gas naturale inferiore a quella di Russia e Stati Uniti. Di conseguenza, gli Stati Uniti hanno prodotto nel 2015 una quantità di petrolio e gas più del doppio rispetto a quella prodotta dall’Arabia Saudita. La produzione di greggio statunitense non è ovviamente immune ai cali dei prezzi della materia prima. La produzione di petrolio e altri combustibili liquidi è prevista in calo di oltre il 3 percento, portandosi a circa 14,5 milioni di dollari al barile nel 2015 e nel 2016, secondo le stime dell’Agenzia Internazionale dell’Energia.