Affonda petroliera in Grecia: E’ grosso disastro ambientale

E’ affondata Agia Zoni II causando grosse fuoriuscite di petrolio

La nave cisterna greca Agia Zoni è affondata nella notte tra sabato e domenica scorso nei pressi dell’isola di Atalanta, vicino al Pireo.

I motivi sono ancora da chiarire. Sta di fatto però che la nave trasportava circa 2520 tonnellate di greggio, delle quali si stima che oltre 300 si siano già riversate in mare, e non è ancora chiaro quanto ancora ne fuoriuscirà.  

Negli ultimi giorni la situazione si è di fatti aggravata, in quanto non potendo prevedere le correnti dei venti, il petrolio ha raggiunto in poco tempo le coste intorno alla capitale ellenica, apparendo nella mattinata di ieri sulle spiagge, ora ovviamente deserte.

E intanto le autorità greche si accusano a vicenda

La guardia costiera sta cercando di contenere al massimo il disastro causato dall’affondamento della nave.

Le autorità stanno lavorando per spargere tutto il materiale chimico necessario nelle acque per contrastare al massimo l’inquinamento.

Ma nel frattempo sono iniziate le polemiche e le istituzioni si stanno accusando a vicenda di essere intervenute in ritardo.

La polemica riguarda soprattutto la lentezza con cui sono state installate le barriere galleggianti. Secondo alcuni, si sarebbe potuto evitare il disastro ecologico se si fosse agito con qualche ora di anticipo.

Secondo il primo cittadino dell’isola di Salamina (famosa per la storica battaglia) Isidora Nannou-Papathanassiou, “si tratta di un grosso disastro ambientale”.

D’altro canto, c’è chi sostiene invece che la situazione sia del tutto sotto controllo. Panagiotis Kouroublis, ministro della marina mercantile greca, ha dichiarato che sono state prese tutte le precauzioni già nei giorni passati, e che la nave affondata è stata messa in sicurezza senza ulteriori perdite. Ha inoltre affermato alla radio Real FM: “Non c’è rischio di altre fuoriuscite. Il petrolio è uscito mentre la nave affondava. Sono state prese tutte le misure necessarie”.

Questo è il secondo caso di disastro ambientale in Grecia dopo l’incendio del 1980 a bordo della Irenes Serenade quando vennero sversate in mare 37.200 tonnellate di petrolio.