Attentato ISIS Libia: esplode importante oleodotto della Cirenaica

L’esplosione sarebbe stata provocata da un commando militare

Secondo una fonte dell’esercito nazionale libico, un grosso oleodotto della Libia che trasporta greggio al terminale di Al-Sider vicino al villaggio di Marada sulla costa libica del mediterraneo ha subìto un’esplosione.

Il sito era rimasto chiuso per più due anni per via della guerra civile nel Paese. Aveva poi ripreso le attività lo scorso marzo. 

Il Lybia Times ha dichiarato senza indugi che si tratta di un attentato terroristico, attribuendo la responsabilità alle Brigate di difesa di Bengasi. Secondo fonti del Lybia Times, ci sarebbero dei testimoni che hanno avvistato due autovetture nei pressi dell’impianto poco prima dell’esplosione e si pensa che stessero piazzando proprio gli esplosivi.

Il terminale di Al Sider

Il sito si trova in Cirenaica,nella Libia orientale, ed è controllato dal generale Khalifa Haftar, insieme ad una joint venture composta dalla compagnia nazionale petrolifera Noc (National Oil Corporation), Hess, Marathon Oil e ConocoPhillips.

L’oleodotto è situato vicino a quello strategico di Raf Lanuf ed insieme rappresentano i maggiori terminali del greggio in Libia.

Prima dell’esplosione, il terminale produceva circa 260 mila barili al giorno. Mentre dopo l’attentato le attività sono crollate a 70 milbarili giornalieri.

Le quotazioni in Borsa

Ovviamente la notizia dell’esplosione a causa di un attentato è subito rimbalzata in tutto il mondo. Il fatto è avvenuto proprio mentre si stavano placando le preoccupazioni per le riparazioni all’infrastruttura Forties nel Mare del Nord. La rete si era interrotta lo scorso 11 dicembre e le attività sono ora lentamente in ripresa. Si stima che si potrà tornare alla normalità entro i primi di gennaio.

Intanto subito dopo la notizia dell’attentato, le quotazioni hanno subìto un’impennata. Sul mercato di Londra, il barile di Brent guadagna l’1.73 percento arrivando a 66.38 dollari. A New York invece il Wti rialza dell’1,68% a 59.45 dollari al barile.