Bielorussia verso indipendenza forniture elettriche dalla Russia?

 

La Bielorussia crede fortemente nell’energia atomica

Secondo Mikhail Mikhadjuk, vice ministro dell’energia della Bielorussia, una volta in funzione, la centrale nucleare di Ostrovets dovrebbe essere in grado di fornire al paese il 25 percento del fabbisogno di energia elettrica.
Mikhadjuk ha infatti affermato che per la Bielorussia l’atomo rappresenti ancora una scelta più conveniente sia economicamente che per quanto riguarda uno sviluppo più sostenibile.

Il ministro ha recentemente dichiarato di credere che: “già nel futuro prossimo potremo produrre il 25 per cento del fabbisogno nazionale di energia elettrica dalla centrale nucleare. Ciò ci garantirà forniture costanti e con un impatto ambientale limitato, oltre ad avere un effetto sul settore della ricerca e nella creazione di posti di lavoro”.

La dipendenza energetica della Bielorussia

Il paese ha sempre dipeso dai paesi dell’ex Unione Sovieta in quanto a forniture relative all’energia.

In passato è stato importato fino al 90 percento di gas dalla Russia per produrre energia elettrica.

Negli anni ottanta a Minsk si era in procinto di costruire un impianto composto da reattori ad acqua pressurizzati (le differenze rispetto ai reattori occidentali sono gli 8 generatori a vapore rispetto ai 4 e il posizionamento orizzontale rispetto a quello verticale di quelli occidentali).

La costruzione fu però abbandonata a seguito della tragedia di Chernobyl.

La centrale nucleare Ostrovets

E’ la prima centrale nucleare della Bielorussia ed è in fase di costruzione nella città di Astraviec. Si tratta di un impianto che dovrebbe essere composto da 4 reattori per 4800 MW che verranno installati in due fasi diverse.

Una centrale che desta preoccupazioni

La costruzione della centrale non sta avvenendo in un clima tranquilla, in quanto nel giro di quattro mesi sono avvenuti tre diversi incidenti. Questo ovviamente ha messo in discussione la sicurezza del progetto.

Infatti, nonostante sia stato chiarito che gli incidenti non hanno subìto alcuna conseguenza, i più critici sono convinti che Minsk non abbia valutato correttamente l’impatto ambientale della centrale.