Saudi Aramco, una macchina da soldi che nasconde molte fragilità

La statale Saudi Aramco è la compagnia che genera più utili al mondo ma ci sono tante contraddizioni

Stando ai bilanci della società di idrocarburi saudita pubblicati da Bloomberg, pare proprio che colosso del petrolio Saudi Aramco non abbia nessun competitor in quanto a utili.

Infatti, nel primo semestre dell’anno scorso, l’azienda ha battuto ogni record mondiale nel generare cassa.

Ha registrato oltre 33 miliardi di dollari in profitti netti estraendo circa 10 milioni di barili di greggio al giorno e con costi di estrazione molto bassi.

Insomma, una vera è propria macchina da soldi, che tuttavia presente troppe incertezze e vulnerabilità.

Per prima cosa, c’è da considerare che in gran parte i soldi vanno finire nelle casse dello Stato e della famiglia reale.

Una ricca società che però dipende troppo dal Brent

Nonostante gli alti incassi, Saudi Aramco rimane però in una posizione di alta vulnerabilità quando si parla di prezzi del petrolio.

Difatti, quando alcuni anni fa il prezzo del greggio si aggirava sui 40 dollari, gli utili dell’azienda sono stati di 7,2 miliardi.

Quindi ben cinque volte inferiori rispetto al primo semestre del 2017.

Saudi Aramco posticipa l’entrata in borsa e l’Ipo slitta a data da stabilire

Stando al Financial Times, L’entrata in borsa della statale Saudi Aramco potrebbe slittare al 2019. 

Pertanto, anche la tanto attesa Ipo rischia di essere posticipata.

Ma d’altronde Khalid al-Falih, ministro dell’energia saudita, lo aveva già anticipato durante un intervista di alcune settimane fa. Aveva infatti fatto capire che si sarebbe riparlato di Ipo nel 2019.

Il progetto Vision 2030 

C’è poi (come ampiamente discusso in un altro articolo pubblicato alcune settimane fa), il progetto Vision 2030.

Il giovane  principe saudita erede al trono progetta infatti di diversificare l’economia dell’Arabia Saudita dal petrolio con questo progetto colossale.

Tuttavia, il programma potrebbe subire dei rallentamenti, anche a causa di alcune discordie interne al governo arabo.