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E’ ufficiale: Total lascia l’Iran

Le sanzioni USA contro l’Iran non lasciano alternative a Total che abbandona lo stato

Total, il colosso dell’energia francese, ha ufficializzato la decisione di ritirarsi dall’Iran.

La compagnia lascia così il contratto per sviluppare la fase 11 del progetto South Pars Gas. 

A seguito della reintroduzione delle sanzioni americane, il Ministro del petrolio Bijan Namdar Zanganeh formalizza l’annuncio lunedì 20 agosto alla televisione di stato iraniana. 

Il sito sarebbe stato uno dei più grandi giacimenti di gas naturale mai realizzato nella Repubblica Islamica.

Donald Trump va avanti con la sua linea

Alla fine, nonostante l’intervento dell’Europa e della Francia, è fallito il tentativo di ottenere una possibile deroga da parte degli USA a protezione delle sanzioni.

Dopo l’annuncio di maggio scorso e la decisione da parte degli Stati Uniti di uscire dall’accordo sul nucleare iraniano del 2015, Trump va avanti più che mai e ripristina le sanzioni nei confronti dell’Iran.

Lo aveva anticipato, Total, che era in corso una valutazione sulla possibilità di ritirarsi dal Paese.

Proprio a seguito della firma del Presidente USA sulle sanzioni che già colpivano i settori dei metalli, automobilistico e dei prodotti come tappeti e generi alimentari.

Quindi il timore di Total è stato confermato.

A partire da novembre, infatti, le sanzioni riguarderanno nello specifico il divieto di esportazione di petrolio iraniano e restrizioni agli istituti finanziari che effettuano transazioni con il settore bancario dell’Iran.  

Da tenere presente che attualmente buona parte dei contratti internazionali Total sono finanziati proprio da banche americane.

Di conseguenza il divieto di avere rapporti commerciali con le aziende iraniane ha portato la compagnia francese a questa unica soluzione.

Chi sostituirà Total nel progetto SP11?

Total è stata costretta a ritirarsi, chi potrà rilevare la sua partecipazione? Il progetto era in partnership con la cinese

China National Petroleum Corporation (CNPC) e l’iraniana Petropars.

Non ci sono ancora informazioni certe sulla posizione di CNPC che potrebbe rilevare la quota di Total nel progetto, a condizione che l’azienda stessa possa evitare le sanzioni. Tutto ancora in corso.

Un duro colpo come dice il Responsabile rapporti internazionali per France 24, Armen Georgian in questa intervista dello stesso canale you tube. 

Pensare che nel luglio 2017 Total aveva firmato il più grande contratto energetico della Repubblica Islamica con un partner europeo proprio per sviluppare l’immenso giacimento di South Pars.