Emendamento del ddl Aree protette approvato

Il governo ha modificato il ddl relativo alle aree protette nel territorio italiano

Il 24 maggio La Camera dei deputati ha approvato l’emendamento al ddl Aree Protette con 235 favorevoli, 137 contrari e 7 astenuti. Si tratta di una norma importante e significativa per la salvaguardia dei parchi nazionali e proteggere il pregio paesaggistico precludendo attività invasive.

Il verdetto prevede il divieto delle attività di prospezione, ricerca, estrazione e sfruttamento di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio dei Parchi e nelle aree contigue, fatte salve le attività estrattive in corso e quelle ad esse strettamente conseguenti.

In poche parole, si tratta di un emendamento che risparmia esclusivamente le attività estrattive di idrocarburi già esistenti e le sole attività strettamente collegate alle estrazioni in corso come ad esempio quelle di messa in sicurezza, manutenzione etc.

Dunque, si parla di un vero assist alle imprese petrolifere che non saranno costrette ad andarsene una volta conclusa l’attività del giacimento.

Le critiche dal mondo ambientalista e dell’opposizione

Secondo alcuni politici ed esperti contrari all’emendamento, questo presenta alcune criticità. I movimenti ambientalisti e dell’opposizione lo hanno ribattezzato emendamento “salva trivelle“.

I rappresentanti del Movimento 5 Stelle, i quali hanno individuato nel testo “una vaghezza tale da poter aprire a nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione”, hanno dichiarato che: «I petrolieri alzano il telefono e il governo ottempera prontamente. Si potranno riavviare permessi già ottenuti, proseguire con quelli a metà, trivellare e distruggere definitivamente il patrimonio ambientale italiano. Il governo con questo articolo firma un assegno in bianco e lo offre ai petrolieri».

Inoltre, secondo il professore Enzo Di Salvatore, coordinatore del Movimento No Triv «L’emendamento introdotto dalla maggioranza risulta contraddittorio rispetto alla ratio della riforma. Invece di introdurre un divieto di prospezione, ricerca ed estrazione degli idrocarburi, si ottiene l’effetto contrario. Con il gioco delle proroghe l’attività petrolifera può proseguire senza limiti di tempo».