Eni rafforza la sua presenza a Cipro aggiudicandosi due blocchi esplorativi (su tre) nell’offshore

Due blocchi esplorativi nuovi per l’attività di esplorazione

A seguito del bid round internazionale competitivo “3° Licensing Round”, il colosso petrolifero Eni si è aggiudicato due blocchi esplorativi nell’offshore di Cipro. L’annuncio è stato dato pochi giorni fa dal Ministero per l’Energia, Commercio, Industria e Turismo cipriota conseguentemente alla decisione del Consiglio dei Ministri della Repubblica di Cipro.

Eni è entrata nel paese nel 2013 firmando i contratti di Exploration and Production Sharing per le attività di esplorazione e produzione nei Blocchi 2, 3 e 9 situati nelle acque profonde del Bacino del Levantino.

Con la conferma delle due nuove assegnazioni, la compagnia opererà da ora in poi anche il Blocco 8 con una partecipazione al 100% e il Blocco 6 con una quota pari al 50% (il restante 50% è di Total).

Si consolida ulteriormente la posizione di Eni nelle aree tra Egitto e Cipro

Eni rafforza così strategicamente il proprio posizionamento nell’area.

La compagnia infatti detiene già 3 blocchi esplorativi in Egitto, paese di importanza storica e strategica per la società : la concessione di Shorouk (nella quale si trova il super giant a gas Zohr), Karawan (dove Eni ha una partecipazione del 50%) e North Leil (dove Eni ha il 100%). A livello geologico, le nuove aree assegnate presentano delle affinità̀ con quelle già esplorate con successo nell’adiacente offshore dell’Egitto, paese in cui Eni è presente dal 1954 come principale produttore con una produzione pari a circa 210.000 barili al giorno..

La soddisfazione di Claudio Descalzi

«Con queste assegnazioni – ha commentato l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi – si riconosce la validità della strategia esplorativa di Eni, che prosegue nell’acquisire quote di partecipazione importanti e sfrutta la base di conoscenza che proviene dall’intensa attività svolta su Zohr. È un passo in più per una possibile futura definizione di un potente hub del gas naturale nel Mediterraneo Orientale, che può avere un ruolo importante per la sicurezza energetica futura dell’area e anche potenzialmente dell’Europa».