Esplorazioni Eni in Alaska: via libera dall’America

 

L’America ha detto si! Il colosso energetico Eni può espandere l’esplorazione di gas e petrolio in Alaska

Il nulla osta del governo statunitense è arrivato a seguito della firma da parte di Trump di un ordine esecutivo per cancellare le restrizioni volute da Obama sull’offshore ad aprile di quest’anno. Le attività dureranno fino a maggio del 2019, ma non si potranno produrre idrocarburi. Infatti, per la produzione serviranno altri permessi.

Bureau of Ocean Energy Management

Il Bureau of Ocean Energy Management (BOEM), agenzia americana che gestisce le acque oceaniche, ha confermato il programma Eni USA, chiarendo in una nota che la multinazionale ha presentato un progetto solido e ben considerato. Il cane a sei zampe potrebbe iniziare le attività di esplorazione su quattro pozzi già a dicembre, precisamente nel mare di Beaufort. La base operativa sarà nella piccola isola di Sky Island sulle coste settentrionali dell’Alaska.

Walter Cruickshank, direttore del BOEM, ha affermato in un comunicato: “Sappiamo che ci sono vaste risorse di petrolio e gas nel mare di Beaufort e non vediamo l’ora di collaborare con Eni nel loro tentativo di sfruttare questo potenziale energetico”.

I rischi del progetto Eni nell’Artico

Tuttavia, non tutti la pensano come Cruickshank. Secondo l’organizzazione americana Center for Biological Diversity, il progetto Eni è pericoloso per le seguenti ragioni:

–       la velocità con cui l’agenzia BOEM ha dato il nulla osta a Eni, che ha presentato il progetto soltanto un mese fa. Le autorità potrebbero non aver valutato con la dovuta attenzione tutti gli eventuali inconvenienti.

–       Il posto geologico difficilmente accessibile con poche strade ecc. potrebbero causare una quantità enorme di fuoriuscita di greggio.

–       Le conseguenze a livello ecologico a causa del già instabile ecosistema locale

–       L’aumento di emissioni di CO2 dovute all’utilizzo di combustibili fossili

La strategia green di Eni

Va detto che il progetto del colosso energetico va un po’ in controtendenza con la propria strategia green. L’impresa è infatti ancora molto prudente su questo argomento.