Esportazioni petrolio e offerta in diminuzione

«Vedrete che le esportazioni di petrolio diminuiranno in modo netto»

La profezia fatta durante il meeting OPEC a maggio di quest’anno da Khalid Al Falih, ministro per l’Energia dell’Arabia Saudita, si è quindi avverata.

In effetti, secondo il report mensile della Eia (dell’Energy Information Administration), l’esportazione di petrolio greggio dell’OPEC è diminuito di 1.3 milioni di barili al giorno negli ultimi due mesi.

Le aspettative sono di una crescita dello 0,4 anziché 0,5 mbg, a 9,25 mbg, e saliranno ancora nel 2018.

Inoltre, anche i giacimenti del Mare del Nord hanno calato la produzione di 50 mila barili al giorno.

Per quanto riguarda gli effetti degli uragani sulla domanda, le previsioni o dati certi sono ancora prematuri anche se si pensa che non ci saranno significative depressioni.

Consumi in aumento e offerta indebolita anche secondo OPEC

Anche secondo il cartello il mercato si trova in una fase di ri-equilibrio.

Secondo il report mensile OPEC i consumi stanno aumentando e l’offerta sta avendo un lieve indebolimento.

Questo soprattuto per i rialzi delle stime sulla domanda volute da Europa e Cina, in previsione di crescita del 1,42 mbg nel 2017 (a 96,8 mbg) e di 1,35 mbg nel 2018. 

I paesi non appartenenti al cartello hanno sperimentato una frenata della produzione dovuti anche rallentamenti avvenuti in Russia e Kazakhstan.

A causa del clima teso con conseguente calo di produzione in Venezuela e in Libia, l’OPEC ha tagliato l’output di 32,755 mbg nel mese di agosto. Ci sono stati tagli anche in Medio Oriente e dunque si è assistito ad un adeguamento di andamento generale.

Gli arabi insistono per altri tre mesi di proroga

L’Arabia Saudita come sappiamo è in cerca di consensi per ottenere una estensione dell’accordo OPEC di altri tre mesi dopo marzo 2018, per assicurare un reale ri-equilibrio dei prezzi, in quanto l’allineamento di questi mesi non è sufficiente per stabilizzare definitivamente il mercato.