Francia: il piano per la dismissione del nucleare

 

“Chiuderemo un certo numero di reattori ma è ancora presto per dire quanti“

E’quanto affermato dal giornalista ambientalista, ministro dell’Ecologia, Sviluppo Sostenibile e Energia francese Nicolas Hulot durante una conferenza stampa in occasione del G7 Ambiente che si è svolto a Bologna alcuni giorni fa. Un vertice sull’ambiente assolutamente inconcludente e di fatto svoltosi sotto un clima alquanto svigorito e poco interessante.

Tempi ancora lunghi e programma incerto “pour sortir du nuclear”

Sembrerebbe dunque marciare a tempi piuttosto lenti e lunghi il piano per la dismissione dei reattori nucleari. La Francia ha infatti bisogno di ulteriore tempo.

Hulot ha dichiarato che: “La Francia si è impegnata a ridurre la quota del nucleare nella produzione di elettricità al 50% entro il 2025; a ridurre i consumi energetici del 50% entro il 2050 e a sviluppare le rinnovabili e quindi meccanicamente chiuderemo un certo numero di reattori nucleari. La decisione sarà presa prendendo in considerazione tre criteri: la sicurezza, gli aspetti sociali e gli aspetti economici. Tutto questo sarà accompagnato da contratti di transizione per anticipare le ripercussioni sociali per i dipendenti che lavorano in questi settori. Allo stato attuale non avendo tutti i parametri a disposizione non posso dire quanti reattori saranno chiusi“.

In realtà non ci sono molte differenze tra il piano per la riduzione del nucleare di François Hollande nel 2013 e quello odierno, ovvero: un taglio nella produzione per portare la quota “atomica” al 50 per cento rispetto all’attuale 75 per cento, entro il 2025. Anzi, la Francia potrebbe addirittura allungare i tempi.

Le priorità che il governo deve affrontare

Ci sono questioni calde che il governo francese si trova ad affrontare in tema di uscita dal nucleare. Per prima cosa vi é la sicurezza nucleare (proprio alcuni mesi fa la centrale di Flamanville nella Bassa Normandia è rimasta coinvolta in un’esplosione) e lo stop alla centrale nucleare più vecchia e contestata del Paese: Fessenheim.