Il futuro prosperoso del gas naturale

Il GNL è destinato a sorpassare il consumo di petrolio nei prossimi anni? 

La risposta sembrerebbe essere positiva. Stando ad alcune ricerche e analisi effettuate da varie agenzie a livello internazionale, l’industria del gas naturale crescerà nei prossimi anni fino ad oltrepassare l’uso del petrolio e del carbone.

Il GNL servirà quindi a fare da ponte nella strada verso le rinnovabili?

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, ci si aspetta una crescita annua paria al all’1,6 percento entro il 2022, arrivando a 4000 miliardi di metri cubi consumati (rispetto ai 3630 registrati nel 2016).

Chi sono i consumatori?

L’uso del gas naturale é molteplice ma a trainare l’affermazione del gas naturale sono principalmente:

–       Industria: registrando un uso sempre più crescente nel settore chimico (come ad esempio i fertilizzanti) prevalentemente nel continente asiatico 

–       Trasporto: entro il 2022 si potrebbero raggiungere 140 bcm di gas consumati (rispetto ai 120 bcm del 2016)

–       Energia elettrica: con l’aumento della domanda di energia elettrica si registra un incremento di richiesta di gas naturale

I principali paesi produttori ed esportatori

Se si analizzano i dati a breve termine, l’Australia detiene il primato con 30 bcm, ma gli Stati Uniti sono destinati a superare l’Australia nel lungo raggio (90 bcm).

Con la crescente domanda di GNL, aumenta il bisogno di nuove infrastrutture. Le esportazioni avverranno maggiormente tramite gasdotti ed in effetti, USA, Messico e Europa stanno attivamente lavorando alla costruzione di nuove commerciali.

Ma é la Cina ad avanzare e spiccare sugli altri paesi

Grazie alle grandi riserve disponibili e ai prezzi competitivi, la Cina assorbe da sola il 40 percento della crescita della domanda, sorpassando così gli altri paesi. Si prevede quindi un incremento annuo pari all’8,7 percento entro il 2022.

I paesi che consumano maggiormente GNL 

In generale, l’uso di GNL è in aumento a livello globale. Tuttavia, si prevede una crescita di consumi significativa in Medio Oriente (2,4 percento annuo), in Africa (3,1 percento annuo), ma anche in Egitto, Algeria e Nigeria.