G7 ENERGIA a Roma senza dichiarazione congiunta

Niente dichiarazione congiunta e gli americani prendono tempo 

Si è concluso senza dichiarazione congiunta da parte dei ministri il G7 energia che si è svolto la scorsa domenica e lunedì a Roma.

La notizia è stata data da Carlo Calenda, ministro dello sviluppo economico e presidente di turno del summit, in una conferenza stampa.

Le motivazioni del mancato accordo

Il presidente del vertice Calenda ha affermato che sono stati raggiunti accordi su vari argomenti importanti come gli sforzi per la sicurezza energetica dell’Ucraina, il futuro del gas etc, ma non è stata possibile una dichiarazione congiunta.

Il motivo è da attribuire principalmente agli Stati Uniti. In sintesi, il segretario di Stato all’Energia Rick Perry, ha dichiarato che l’America di Donald Trump sta attualmente rivedendo tutte le politiche energetiche relative al cambiamento climatico.

L’accordo di Parigi: un trattato internazionale che non può essere messo in discussione.

Perry ha cercato di fare dei passi indietro rispetto agli impegni presi a Parigi ma i ministri sono rimasti forti e decisi nel rispettare l’accordo che va sotto il nome di Cop21 e hanno rifiutato categoricamente le richieste degli USA. Tuttavia, Calenda ha affermato che “Si è trattato di un dibattito molto costruttivo con gli Usa: non c’è stata alcuna frizione. Rispettiamo il fatto che gli Stati Uniti stanno rianalizzando la propria posizione”.

Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, ha dichiarato:

“E’ positivo che, di fronte ai dubbi degli Stati Uniti, l’Italia e l’Europa al G7 Energia non abbiano ceduto di un millimetro rispetto agli impegni presi a Parigi”.

Le reazioni Greenpeace

“Se davvero vogliamo mantenere l’aumento di temperatura entro i 2°C, o ancor meglio sotto la soglia di 1,5°C, bisogna fare molto di più. E l’Italia, che ha la presidenza di turno del G7, deve dare l’esempio non limitandosi a fare i compiti a casa ma facendo pressione su chi non sembra prendere sul serio i cambiamenti climatici”. Questo è quanto dichiarato da Luca Iacoboni, responsabile clima e energia di Greenpeace.