G7 Taormina: ennesimo nulla di fatto in merito all’accordo sul clima

Ancora nessuna intesa sul tema cruciale come il clima, e Trump prende ancora tempo

All’indomani del G7 di Taormina, c’è l’accordo sulla lotta al terrorismo, sono stati fatti alcuni passi avanti per quanto riguarda il commercio, ma la questione del clima rimane per l’ennesima volta in sospeso. Difatti, il copione è identico a quello del summit fra i sette ministri dell’energia svoltosi lo scorso aprile.

Gli Stati Uniti rimangono in stand by e decideranno nei prossimi giorni se mantenere gli impegni di Parigi o meno, mentre gli atri sei paesi leader rimangono con l’amaro in bocca. L’amministrazione Trump è divisa sulla questione: Ivanka vorrebbe rimanere nell’intesa mentre Steve Bannon preferirebbe uscire.

Le reazioni degli altri leader

La cancelliera Angela Merkel ha parlato di “discussione non soddisfacente” ed ha commentato così il risultato del summit: “I tempi in cui potevamo fare pienamente affidamento sugli altri sono passati da un bel pezzo, questo l’ho capito negli ultimi giorni. Noi europei dobbiamo prendere il nostro destino nelle nostre mani”.

Il premier italiano Gentiloni ha usato le seguenti parole “Non arretriamo di un centimetro ma speriamo decidano presto e bene. Gli abbiamo dato tutti gli elementi, anche quelli di business come la green economy, per prendere la decisione giusta. Almeno c’è stata una discussione aperta e vera, non come nei soliti G7 precotti”.

Il neo Presidente francese Macron si è limitato a commentare la faccenda descrivendola “una soluzione non ideale”.

I risultati del G7

Il G7 di Taormina non si è svolto in un clima di ottimismo e le discussioni non sono state costruttive, in quanto rimangono le divergenze con l’America in tema di clima. Il comunicato finale cita le seguenti parole:

“Gli Stati Uniti d’America sono in procinto di rivedere le proprie politiche sui cambiamenti climatici e sull’Accordo di Parigi e non sono, pertanto, in grado di aderire al consenso su questi argomenti.  Comprendendo questo processo, i capi di Stato e di governo del Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone e Regno Unito ed i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea ribadiscono il loro forte impegno ad attuare rapidamente il Paris Agreement”.

Al contrario, Manuel Pulgar-Vidal della Climate & Energy Practice mondiale del WWF, si è detto soddisfatto del vertice ed ha dichiarato che: “I leader di sei delle più grandi economie mondiali hanno chiarito che i cambiamenti climatici rimangono una priorità globale e hanno dimostrato il loro impegno a portare avanti l’accordo sul clima di Parigi. Questo è incoraggiante anche se gli Stati Uniti sono ancora indecisi.