Germania, l’uscita graduale dal nucleare e il risarcimento alle compagnie

La Germania esce gradualmente dal nucleare e approva risarcimento per le compagnie

 

A seguito della tragedia nucleare di Fukushima, la Germania ha deciso di velocizzare la chiusura delle centrali nucleari.

Nel 2011 sono state chiuse 8 centrali, nel 2017 è stata bloccata la produzione del blocco B di Gundremmingen e a fine del 2019 verrà spento anche il reattore Philippsburg 2.

Infine, entro il 2023 non sarà più in funzione alcun impianto.

La cancelliera mira dunque all’abbandono nei prossimi cinque anni e a dare una spinta colossale alle rinnovabili.

Il programma di transizione energetica prevede una produzione elettrica proveniente dalle rinnovabili del 45 percento entro il 2025.

Risarcimenti in arrivo per la chiusura delle centrali nucleari

Il governo tedesco ha approvato un provvedimento che prevede rimborsi per le aziende che operano e hanno investito nel campo del nucleare in Germania e che subiranno perdite sostanziali a seguito della decisione del governo.

Chi potrà beneficiare dei risarcimenti?

Si tratta delle due principali utility coinvolte nel programma nucleare tedesco, RWE e Vattenfall.

Le compagnie si erano infatti rivolte al massimo tribunale dopo aver intrapreso una serie di procedimenti presso varie corti regionali.

Pertanto, il governo di Berlino ha modificato la legge sull’uscita a tappe dal nucleare e ha confermato che le due società eccessivamente penalizzate avranno il diritto ad essere rimborsate.

Ancora incerta la somma esatta per i rimborsi

Tuttavia, non è stata ancora stabilita la somma totale dell’indennizzo. Questo perché secondo Berlino, l’ammontare da risarcire dipende dall’andamento dei futuri prezzi dell’energia nel Paese.

Pertanto la decisione è rimandata al 2023, quando si avrà una panoramica più concreta con tutti i costi che le due imprese dovranno sostenere per lo spegnimento delle centrali.

In effetti, ci sono da considerare i costi necessari per le grandi opere di smantellamento dei vecchi impianti. I lavori sono previsti essere a carico degli operatori.

Comunque, secondo il ministro tedesco dell’Ambiente, non si tratta di cifre miliardarie ma di risarcimenti nella fascia a tre cifre.