Green Refinery Eni a Gela | proseguono i lavori

Procede il progetto Green Refinery a Gela

I lavori di riconversione per la produzione di carburanti green

Prosegue nei tempi stabiliti il progetto Green Refinery di Eni a Gela. E’ quanto hanno detto in una conferenza stampa, Salvatore Sardo, Chief Refining&Marketing and Chemicals Officer di Eni, e Luigi Ciarrocchi, Responsabile Eni del Programma Gela. Un incontro convocato per illustrare il progetto di riconversione della Raffineria di Gela che, a due mesi dal rilascio delle autorizzazioni, procede speditamente e in linea con il programma previsto nel protocollo d’intesa. I lavori di riconversione della Raffineria a ciclo tradizionale di Gela in Green Refinery, sono stati avviati già lo scorso mese di aprile. Con l’inizio delle attività di costruzione, immediatamente a valle della conclusione dell’iter autorizzativo della fase 1, il progetto di trasformazione della Raffineria di Gela entra così in una fase fondamentale. “Stiamo sviluppando a Gela – ha spiegato Sardo – una nostra tecnologia già sperimentata a Venezia”. Il progetto della Green Refinery, prevede attraverso la valorizzazione degli impianti esistenti e l’applicazione di tecnologie proprietarie, di convertire materie prime non convenzionali di prima (olio di palma) e seconda generazione (grassi animali, olii di frittura) in green diesel, green Gpl e green nafta. Attualmente, a soli due mesi dal rilascio delle autorizzazioni sono impiegate nei lavori di costruzione della Green Refinery circa 130 risorse locali, di cui cento per attività di cantiere e 30 per la fase di ingegneria. Nel corso del 2016, è previsto un picco di risorse dell’indotto locale superiore alle 200 unità a cui si andranno ad aggiungere ulteriori 50 risorse esterne.

Green refinery Expo Valve

In anticipo di circa un anno, inoltre, a giugno sarà emesso l’ordine per l’approvvigionamento dell’impianto per la produzione di idrogeno Steam Reforming, uno dei sistemi principali del progetto. Particolarmente rilevante è stato l’impegno economico: dalla firma del Protocollo ad oggi Eni ha investito circa 310 milioni di euro, con una proiezione a fine anno che si prevede possa superare i 400 milioni, fatto salvo il rilascio delle autorizzazioni. Sul fronte dell’occupazione nel periodo di attività, sono stati avviati 70 cantieri di cui 35 già completati; nella restante parte dell’anno se ne prevede di avviarne ulteriori 32. Per quanto concerne l’impiego diretto, l’impegno assunto con il Protocollo prevede di mantenere a regime 400 risorse in Raffineria e a oggi ne sono presenti 455. Delle oltre 500 unità ricollocate, 276 sono state trasferite in attività Eni con sede di lavoro a Gela e altre 26 presso altre realtà Eni in Sicilia. Il ricollocamento è stato realizzato senza far uso di cassa integrazione, attraverso un programma di riqualifica e riposizionamento in altre realtà Eni.

Illustrate poi da Ciarrocchi, responsabile Eni del Programma Gela, le iniziative avviate nell’ambito dell’Upstream: “Sino ad oggi l’impegno economico sostenuto è pari al 70% del totale speso per le attività di valorizzazione dei campi maturi. Relativamente al progetto di sviluppo offshore dei campi a gas di Argo e Cassiopea sono state completate le fasi di ingegneria e si resta in attesa dell’esito del ricorso al Consiglio di Stato promosso da associazioni ambientaliste e da 4 Comuni della Sicilia”. Per quanto concerne il risanamento ambientale, sono stati spesi circa 82 milioni di euro e avviati 24 cantieri, dalla firma del protocollo, Nonostante le difficoltà incontrate e i ritardi nel rilascio delle autorizzazioni. Per la dismissione dell’impianto Isaf, si attende l’autorizzazione finale da parte della Regione. Eni inoltre sta provvedendo alla sostituzione di parti di impianti e di condotte in modo da prevenire potenziali situazioni di criticità.