Avvelenamento spie russe e guerra energetica tra Mosca e Londra

 

La crisi tra Mosca e Londra per l’avvelenamento delle spie russe sta suscitando preoccupazioni anche sul fronte energetico

Lo scorso 4 marzo, le spie inglesi, cittadini russi Sergei Skripal e la figlia Yulia sono stati avvelenati.

Il caso ha suscitato molte polemiche e sono nate gravi accuse tra Mosca e Londra tanto da essere sfociato in una vera e propria guerra fredda.

Il primo ministro britannico Theresa May ha infatti accusato i russi di duplice omicidio, ma Mosca non è stato certo lì fermo a guardare e sta usando il gas come arma geopolitica.  

L’importanza dell’approvvigionamento energetico della Russia

Durante le scorse settimane, Mosca ha più volte ammonito il Regno Unito (e anche l’Europa) sull’importanza dell’approvvigionamento del gas proveniente dalla Russia, contribuendo in tale maniera a creare un clima di tensioni e minacce.

In effetti, da più di 50 anni la Russia rende caldi i Paesi Europei durante i mesi invernali, compresa l’Inghilterra.

Tuttavia, il premier britannico May ha dimostrato di non aver paura e ha già ribadito a Bloomberg di essere pronta a rinunciare al gas russo se necessario.  

Anche gli alleati di Londra contro la Russia?

Ebbene si. Sembra proprio che Paesi come Stati Uniti, Francia e Germania abbiano preso le difese di Londra. In concomitanza, l’incidente diplomatico ha inevitabilmente riportato l’attenzione sulla dipendenza energetica russa da parte dell’Europa.

Ma il Regno Unito e l’Europa sono davvero pronti a staccare la spina dal gas russo?

La risposta è “ancora no”. Al contrario, da due anni ormai la Russia ha aumentato le vendite di gas verso l’Europa a causa della domanda sempre più crescente e l’impossibilità dei Paesi europei di far fronte alla domanda internamente.  

Dall’altra parte, la Russia operando nei propri interessi, ha dichiarato che garantirà il rispetto degli impegni presi nonché l’approvvigionamento a lungo termine del gas verso l’Europa.