Harvey fa paura alle compagnie petrolifere del Golfo del Messico

Uragano Harvey: il peggiore dopo Kathrina nel 2005  

È ben risaputo che il clima nel Golfo del Messico è gradevole per quasi tutto l’anno.

Tuttavia, vi è anche la stagione degli uragani.

E dunque eccoci arrivati ad agosto, in piena stagione delle piogge e con l’arrivo di Harvey. L’urgano sta provocato danni enormi nel Texas a causa della sua forza distruttiva.

A rischio Le piattaforme a largo delle coste del golfo

La trivellazione offshore nel golfo del Messico rappresenta il 17 percento della produzione di greggio per l’America.

A causa della minaccia di Harvey, Exxon Mobil ha annunciato la riduzione di output dalla propria piattaforma, mentre le compagnie Royal Dutch Shell e Anadarko Petroleum hanno già provveduto all’evacuazione dei propri dipendenti e alla chiusura temporanea dei siti.

Anche se le previsioni dicono che Harvey non colpirà le zone dove sono collocati i giacimenti, purtroppo la direzione reale degli uragani è difficile da prevedere.

Ecco così che le compagni e petrolifere sono costrette a correre a riapro e a prendere immediati provvedimenti.

Kathrina, Rita e le nuove norme di sicurezza per gli impianti offshore

Nel 2005, il passaggio delle potenti Kathrina e Rita hanno distrutto 115 piattaforme e danneggiato altre 52.

La produzione di gas e petrolio nel golfo è rimasta chiusa per mesi, diventando il disastro naturale più grande nella storia del petrolio.

La catastrofica stagione degli uragani del 2005 ha costretto le compagnie a prendere provvedimenti più seri e nel 2008, l’American Petroleum Institute ha rilasciato un nuovo documento di messa in sicurezza delle piattaforme.

L’elemento importante per la sicurezza è altezza

Uno dei parametri fondamentali preso in considerazione per determinare lo standard di sicurezza delle piattaforme è l’altezza.

Secondo le teorie del professore ingegnere civile Robert Bea dell’Università Berkeley in California, è propria la corretta altezza che protegge dalle parti più pericolose di un uragano.

La pressione generata dalle creste delle onde possono causare dei disastri e dunque, tutto ciò che si trova sotto la piattaforma deve essere rafforzato per sopportare tali pressioni.

Ciononostante, il professor Robert Bea crede che gli Stati Uniti debbano fare di più per proteggere le piattaforme offshore dagli uragani del golfo.

Ma per ora non rimane altro che aspettare e sperare che Harvey faccia il minor danno possibile.