Incendio alla raffineria Eni di Sannazzaro de Burgundi (Pavia)

Un incendio pauroso

Ieri intorno alle ore 16 è divampato un incendio violento alla raffineria Eni che si trova a Sannazzaro de Burgondi, nel cuore della provincia di Pavia. Il fuoco ha intaccato l’impianto Est, la parte più nuova dello stabilimento petrolchimico ENI.

I cittadini hanno avvertito tre grossi boati e poi una palla di fuoco e fiamme innalzarsi in cielo. La conseguente nube di fumo nero e denso causata da uno degli impianti dell’azienda ritenuti più all’avanguardia a livello tecnologico è stata addirittura avvistata in altre provincie fino in Piemonte.

Benché le cause del rogo siano ancora in fase di accertamento, Eni ha comunicato che l’incendio sembrerebbe riconducibile allo scoppio di una pompa in una torre di raffinazione che porta il carburante all’impianto Est 2.

Il piano di emergenza interna è immediatamente scattato. L’impianto Est è stato chiuso e isolato dal resto della raffineria e l’azienda è stata evacuata. L’emergenza è stata gestita con il supporto di circa quaranta Vigili del Fuoco e della Protezione civile e gli incendi sono stati domati senza vittime.

Una scena apocalittica

I residenti del paese che hanno assistito all’evento hanno parlato di scena apocalittica ed è scoppiato il panico. La centrale operativa del 118 ha ricevuto molte richieste di intervento da parte dei residenti e sono state mandate due auto mediche aggiuntive per garantire assistenza anche nelle ore notturne.

I sindaci, per salvaguardare la salute dei cittadini, ha emanato un comunicato intimando la popolazione a rimanere in casa con porte e finestre chiuse non solo a Sannazzaro ma anche a Tortona, Casei, Cervesina e Castelnuovo Scrivia. Tutte le strade sono state chiuse al traffico e piantonate dalle forze dell’ordine.

Sono tutte da valutare le conseguenze ambientali

Nonostante la Prefettura di Pavia abbia reso noto che la grossa nuvola non causerebbe danni, l’allarme e la paura sono grandi e servono immediate verifiche e l’invio di personale specializzato per valutare i danni e scongiurare rischi di un possibile disastro ambientale. Infatti, sono l’idrogeno solforato insieme ad altre sostanze usate nel processo e nella combustione a destare preoccupazione, in quanto si teme siano state disperse nell’ambiente durante l’incendio.

Siamo dunque in attesa di ulteriori comunicati al riguardo.