Iraq: il gasdotto che arriverà in Kuwait

Raggiunto l’accordo tra Iraq, Kuwait e la compagnia di costruzione giapponese Toyo Engineering Corporation

L’Iraq ha appena firmato un contratto con la compagnia giapponese Toyo Engineering Corporation per la costruzione di un gasdotto che collega il Kuwait ed uno stabilimento petrolchimico.

Secondo Reuters, il progetto permetterebbe al Kuwait di diversificare l’importazione di gas dopo l’insorgere delle tensioni tra gli stati del golfo e del Qatar.

Secondo un portavoce che lavora al progetto, “l’Iraq deve urgentemente ridurre il gas naturale in eccesso estratto insieme al petrolio, e il piano di costruire il gasdotto per il Kuwait è la soluzione ideale per risolvere facilmente la situazione e monetizzare le risorse di gas”.

Kensuke Waki, Executive Officer e General Manager per le Finanze e la Contabilità a Toyo Engineering Corporation da marzo 2016 ha dichiarato che da tempo si parlava del progetto ma che la decisione è stata presa a seguito di un investimento finale.

Possibile coinvolgimento anche di Royal Dutch Shell

Il progetto potrebbe coinvolgere anche Royal Dutch Shell. La compagnia infatti era interessata in passato a diventare il maggiore gas trader in Iraq prima che le relazioni con Baghdad si rompessero a seguito dell’uscita della compagnia olandese dai grandi progetti petroliferi.

L’infrastruttura che porta il marchio di Toyo Engineering potrebbe essere pronta per il 2019.

Il Kuwait cerca di diversificare le importazioni di gas

Il Kuwait sembra essere molto interessato nel progetto offrendo una garanzia di copertura dei costi pari all’80 percento.

Tuttavia, il costo finale dell’intera operazione non è ancora stato reso noto.

Negli ultimi dieci anni, il Kuwait ha tentato di costruire un gasdotto proveniente dal Qatar, ma il piano è stato bloccato dall’Arabia Saudita. A causa delle relazioni tra Doha e Riyhad divenute recentemente tese, il Kuwait sta ora cercando di diversificare le importazioni di gas. La domanda domestica di gas infatti sta diventando sempre più alta. Si parla di 500 milion di piedi cubi giornalieri.