Svizzera, vince il si: verso l’uscita graduale dal nucleare

La Svizzera ha detto si al graduale abbandono del nucleare con il 58,2% di voti favorevoli

«Il sì alla Strategia energetica 2050 è un sì all’uscita dal nucleare e una svolta energetica». Così hanno commentato i Verdi della Confederazione elvetica il risultato del referendum dello scorso fine settimana sulla Legge federale del 30 settembre 2016.

Regula Rytz, Presidente del Partito Ecologista svizzera, ha dichiarato fermamente che «la campagna menzognera degli oppositori alla Strategia energetica 2050 non ha avuto l’ultima parola. Dicendo sì alla strategia energetica, la popolazione ha permesso la vittoria di una delle prime rivendicazioni dei Verdi. Grazie alla pressione esercitata dall’iniziativa per un’uscita programmata dal nucleare, è stato possibile forgiare un compromesso in Parlamento, così come convincere la maggioranza della popolazione. Si tratta di una cocente sconfitta per i nostalgici del nucleare e gli assetati di petrolio e di un segnale essenziale per la protezione climatica».

Anche il Partito Socialista è orgoglioso ed ha affermato che il risultato positivo non è altro che la dimostrazione di una grande attenzione e coscienza da parte della popolazione nei confronti dell’ambiente e del territorio

Gli obiettivi del referendum: a cosa va incontro la Svizzera

In Svizzera l’energia elettrica proveniente dalle cinque centrali nucleari entrate in funzione negli anni Settanta ammonta a circa il 40 per cento del totale.

Con la “strategia energetica 2050, benché l’uscita dal nucleare si presenti ancora piuttosto lunga, gli obiettivi sui quali lavorare sono il rafforzamento degli standard di sicurezza delle centrali per il trattamento dei rifiuti radioattivi, una progressiva transizione energetica e l’uscita dal nucleare mediante fonti meno inquinanti, con un risparmio di oltre 10 miliardi annui.

In tal modo, la Svizzera potrà diminuire la propria dipendenza dalle importazioni di energie fossili e rafforzare quelle rinnovabili. Da ciò risulteranno nuovi investimenti e posti di lavoro.

La legge sull’energia e le ordinanze dovrebbero entrare effettivamente in vigore all’inizio del 2018.