Mercato del gas | Italia player chiave in Europa

Italia piattaforma leader nel mercato del gas europeo

Lo ha affermato il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica Guido Bortoni

L’Italia ha tutte le carte per diventare la piattaforma principale per il mercato del cas in Europa. Lo ha affermato il presidente dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, Guido Bortoni, nel corso della relazione annuale alla Camera: “L’ultimo miglio di questo progresso efficiente del nostro mercato del gas è quello che renderà l’Italia una piattaforma di mercato non solo con ma per l’Europa e in Europa”. 

“Se è, infatti, indubbia la valenza strategica di una piattaforma liquida nel Meridione d’Europa a vantaggio del Continente intero in termini di diversificazione, flessibilità e sicurezza degli approvvigionamenti euro-unitari, è altresì fuori discussione il valore apportato da un mercato significativo come quello italiano con la sua dotazione di risorse infrastrutturali, non soltanto di adduzione di gas dal Mediterraneo e dal Corridoio sud (Tap ed altri), ma anche di capacità di stoccaggio, di rigassificazione e di reverse flow verso la mittel-Europa”, ha evidenziato. “Lo sviluppo e l’integrazione della piattaforma sudeuropea sono fortemente condivisi anche dalla Commissione europea. In questo contesto appare assai problematico il raddoppio del Nord Stream sulle rotte baltiche russo-tedesche, se inteso frapporsi e sostituire l’hub meridionale. Sarebbe un progetto politico che risponde a logiche di uno Stato membro, ma nient’affatto europee”, ha aggiunto Bortoni.

Mercato del gas Expo Valve“Nel  mercato del gas – spiega ancora il presidente – gran parte del cammino è stato percorso. I prezzi in Italia sono allineati a quelli europei, la distanza, molto piccola, che permane è legata alla logistica”. Questo grazie, ha proseguito, alla “grande riforma del mercato del gas italiano, introdotta a tappe dalla fine del 2011 da questa Autorità. Essa ha già portato significativi benefici al mercato del gas all’ingrosso, accoppiando i nostri prezzi a quelli dei maggiori hub europei (ad esempio, TTF) e inducendo una stagione di rinegoziazioni al ribasso del prezzo dei contratti pluriennali con destinazione Italia. Al dettaglio, con la stessa riforma i consumatori domestici hanno cessato di sostenere le rendite sottese ai vecchi prezzi dei contratti take-or-pay a vantaggio dei produttori di gas extra Unione europea e dei midstreamer, sicché i prezzi al comparto civile si sono allineati a quelli dei segmenti gas termoelettrico e industriale”.

Il miglioramento delle condizioni economiche realizzatosi nel corso del 2015, con un Pil tornato in terreno positivo (+0,8%) dopo tre anni di caduta, e le particolari condizioni metereologiche dell’anno, si riflettono sulla domanda totale di energia. In Italia infatti il consumo interno lordo di energia ha invertito il trend degli ultimi quattro anni, facendo registrare nel 2015 una variazione positiva del +3,2%, raggiungendo un valore assoluto di 171,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (tep), livello non lontano da quello del 2013. E’ quanto si legge nella relaziona annuale dell’Autorita’ per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico.

L’intensità energetica del 2015, cioe’ il consumo di energia primaria per unita’ di Pil, risulta cosi’ in aumento rispetto al 2014, anche se i valori sembrano confermare un trend di lungo termine in riduzione. Nel dettaglio, l’indice di intensita’ elettrica, in risalita rispetto al 2014, risulta comunque inferiore al 2013. Lo spostamento dei consumi verso il settore elettrico, in particolare per quanto riguarda i trasporti e il riscaldamento degli edifici, che dovrebbe rappresentare un passaggio obbligato in vista degli obiettivi di decarbonizzazione di lungo periodo, non ha ancora segnato un deciso avvio. L’impiego di elettricità per i trasporti e per gli usi civili è, infatti, aumentato nel 2015 (rispettivamente +1,3% e +1,2%), ma in misura minore di quanto sia cresciuto l’impiego di energia negli stessi settori (rispettivamente +4,1% e +7,4%), l’incidenza dei consumi elettrici sul totale dei consumi energetici e’ ridiscesa sotto il 20%.

 “La riforma strutturale che risanera’ la fatturazione dalle patologie riscontrate si incarna, per il settore elettrico, nel progetto di smart meter di seconda generazione (misuratori 2G), che ci conferma leader in Europa in merito”. Lo ha rivelato Guido Bortoni. “Abbiamo deciso di attendere l’esaurirsi della vita utile dei primi misuratori 1G, per definire, nello scorso marzo, le specifiche funzionali dei nuovi misuratori. A breve, in diversi comuni italiani, potranno progressivamente essere installati i misuratori 2G, senza apprezzabile aggravio tariffario per i clienti o rischi di doppio pagamento dei misuratori, introducendo pero’ un salto prestazionale per la misura, la fatturazione e la consapevolezza dei propri consumi attraverso l’Energy Footprint, con effetti abilitanti su molte applicazioni di efficienza energetica, di consumo sostenibile e di domotica”, ha aggiunto. “Basti sapere che il misuratore 2G mettera’ quotidianamente a disposizione del cliente finale lo specifico profilo di consumo, commercialmente validato, relativo ai prelievi orari del giorno precedente, attraverso un luogo informatico terzo quale e’ il Sistema informativo integrato. Cio’ consentira’ una fatturazione con consumi per certo effettivi, nonche’ il fiorire, nel mercato libero, di offerte di fornitura innovative, tra cui il prepagato”, ha evidenziato Bortoni.