Messico, concluso il primo round per l’assegnazione di licenze esplorative a compagnie estere

Compagnie cinesi ed europee si espandono nel Golfo del Messico

A seguito della riforma messicana del 2013, per la quale si sono riaperte le porte agli investimenti stranieri, si è conclusa in questi giorni l’ultimo round delle varie gare di assegnazione di licenze esplorative nei campi offshore messicani situati in acque profonde.

Sono stati attribuiti 8 blocchi (su 10) a vari operatori a livello globale.

BHP si è aggiudicata i blocchi AE-0092 e AE-0093 posti ai confini con gli Stati Uniti, oltre al 60% di interessi. A Pemex Exploration & Production Mexico rimane il 40%.

Il bacino Perido

Anche altre compagnie multinazionali, alcune già presenti nell’area, hanno colto l’occasione per espandersi in questo nuovo settore.

Il colosso cinese CNOOC Ltd. si è aggiudicato il blocco 1 e 4 nel bacino Perido. Il blocco 2, adagiato su acque profonde 3600 metri è andato a Total E&P Mexico e ExxonMobil Exploration & Production Mexico, i quali si divideranno gli interessi al 50-50.

Il blocco 3 sarà operato da Chevron Energia de Mexico, Pemex Exploration & Production e Inpex Corp., tutti con il 33.3334 % di interessi.

Il bacino Salina

Per quanto riguarda il bacino di Salina posto a sud, i blocchi 1 e 3 (posti sopra 3200 metri di profondità) se li sono aggiudicati Statoil E&P Mexico (33.4%), BP Exploration Mexico (33.3%. ) e Total E&P Mexico (33.3%.).

Il blocco 4 è di Petronas subsidiary PC Carigali Mexico Operations insieme a Sierra Offshore Exploration e il blocco 5 è andato a Murphy Oil Corp., Ophir Mexico Holdings Ltd., PC Carigali Mexico Operations e Sierra Offshore Exploration.

Entrambi i blocchi 2 e 6 non sono stati assegnati a nessuna compagnia in quanto non sono pervenute offerte.

Il secondo round di gare nel 2017

A seguito di questo primo round di gare sono entrate a far parte del settore petrolifero del paese ben 22 compagni nuove, mentre sono in previsione altri round per l’assegnazione di nuovi blocchi a partire da marzo 2017. Questi coinvolgeranno Veracruz, Tabasco e Campeche.

Una vera e propria svolta per il declino del petrolio messicano.