Nonostante territorio ostile, Gazprom rafforza estrazioni nella zona del Kurdistan

 

Gazprom sta per intensificare estrazione e produzione nei giacimenti curdi

 Il colosso russo Gazprom, una delle più grandi compagnie energetiche a livello globale, con tutta probabilità incrementerà le attività di estrazioni e produzione di petrolio in un territorio alquanto ostile in quanto controllato dallo stesso Stato Islamico curdo.

Stando al media RBC Daily, un rappresentante dell’azienda avrebbe affermato la volontà di Gazprom di rafforzare la produzione per arrivare a circa 220.000 tonnellate, ovvero un volume pari a 17,3% in più rispetto agli anni passati.

Nessun pericolo per le aziende che operano vicino ai territori controllati dall’Isis

Il fatto di voler proseguire la propria attività in luoghi vicini agli scontri non è una novità. Anche nel 2014, nonostante l’Isis si trovasse a Bassora e quindi nelle immediate vicinanze dei siti Gazprom, l’azienda non ha mai interrotto la produzione.

Stando a quanto dichiarato da Marat Terterov, direttore esecutivo di Brussels Energy Club (BREC), organizzazione non-profit fondata nel 2012, questo è dovuto al fatto che gli impianti sono molto ben protetti dalle organizzazioni di sicurezza pertanto non costituisce alcun pericolo per il lavoro. Inoltre, la maggior parte delle imprese sono coperte da assicurazioni specifiche sui rischi.

Gazprom possiede l’80% dei giacimenti di Halabdzha e Shakal che esplora insieme al governo locale del Kurdistan mentre quello di Garmian è esplorato con la compagnia petrolifera canadese WesternZagros con azioni pari al 40% ciascuno e 20% per il Kurdistan.

Chi sono gli acquirenti del petrolio proveniente dai giacimenti curdi ?

Secondo Igor Yushkov della Fondazione Sicurezza Energetica Nazionale, non è dato saperlo. Questo perché, come spesso accade anche per altri oleodotti, il petrolio estratto dai giacimenti Gazprom e che viene trasferito in Turchia tramite quello di Kirkuk-Ceyhan si può rimescolare con altro petrolio proveniente da impianti differenti e pertanto non è possibile sapere la quantità esatta di petrolio prodotta da una singola impresa.