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Obama blocca le trivellazioni sulla costa atlantica USA, in fase di valutazione 13 siti di locazione nel Golfo del Messico e in Alaska

Mentre in Italia si attende il referendum sulle trivelle previsto per il 17 aprile, gli Stati Uniti dicono stop al piano per le trivellazioni di gas e petrolio al largo della costa sud orientale dell’Atlantico.

L’amministrazione Obama, come ha annunciato il ministro degli Interni americano, Sally Jewell, ha deciso di bloccare le trivelle con l’obiettivo di “proteggere l’Atlantico per le generazioni future”. A non poter essere oggetto di esplorazioni per la ricerca e trivellazioni per l’estrazione di idrocarburi offshore, per il prossimi sei anni, saranno le coste di Virginia, North Carolina, South Carolina, Georgia e Florida. Il nuovo piano, che rimarrà aperto alla discussione fino al primo giugno, prevede la valutazione di tredici potenziali siti di locazione, di cui dieci nel Golfo del Messico e tre al largo delle coste dell’Alaska. Il piano era stato approvato da Obama nel 2015 con l’approvazione di governatori, legislatori e senatori degli Stati interessati, che confidavano in nuovi posti di lavoro e nell’aumento delle entrate statali. Ad opporsi invece erano stati i cittadini, preoccupati da possibili incidenti con conseguenze ambientali, come quello avvenuto nel 2010 nel Golfo del Messico. A pesare sulla decisione finale pare sia stato anche il Pentagono, preoccupato per possibili interferenze con i programmi militari nell’area.