Vertice OPEC Vienna: intesa su aumento della produzione con incertezze

A seguito della riunione OPEC di Vienna, l’aumento di petrolio ci sarà, ma restano vaghe tutte le condizioni

Sono soddisfatti soprattutto Paesi come la Russia, l’Arabia Saudita e gli Stati Uniti.

Meno contenti sono il Venezuela e l’Iran. quest’ultimo,  ha minacciato più volte di far saltare gli accordi durante la riunione.

Restano però ancora incerte le quote e le condizioni dell’aumento della produzione, anche se si parla di circa un milione di barili al giorno, con conseguente calo del prezzo del greggio.

L’Arabia Saudita è pronta al fatidico incremento già a partire da luglio, ovvero entro pochi giorni.

Un accordo fatto tra incertezze e dubbi

Tuttavia, in realtà sembra che le cifre e le condizioni del patto siano ancora quasi tutte da chiarire. Insomma, per certi versi si brancola ancora nel buio.

E in effetti, non sono ancora state menzionate le reali cifre riguardo all’incremento.

Ciononostante, l’aumento di produzione avverrà in maniera tale da essere suddiviso in maniera proporzionale tra i vari Paesi.

Questo in quanto non tutti saranno in condizioni di produrre più petrolio.

In certi casi, si parla infatti di un incremento di più contenuto intorno ai 600 mila barili al giorno.

Gli insoddisfatti dell’OPEC

Le nazioni contrarie al nuovo accordo sono l’Iran, il Venezuela, l’Iraq, la Libia, la Nigeria e l’Angola.

Nonostante si tratti di Paesi con oltre la metà delle riserve di greggio dei membri OPEC, queste nazioni si trovano al momento in una situazione di forte disagio soprattutto a livello economico ed in alcune casi, con conflitti interni in corso.

Sta di fatto che gli investimenti petroliferi sono fermi.

Insomma, non rimane che aspettare e vedere l’evolversi della situazione e come reagiranno i mercati nelle prossime settimane .

Secondo gli esperti, la previsione è che la domanda di oro nero rimarrà alta nei paesi di alta popolazione come Cina e India.