Perché gli USA potrebbero diventare leader globale di oil&gas

La crescita degli Stati Uniti nel settore del petrolio continuerà ad avere un peso importante nel campo energetico mondiale

Lo si legge nel World Energy Outlook, report annuale rilasciato alcuni giorni fa dall’International Energy Agency (IEA).

L’agenzia infatti spiega come l’America, tramite le tecnologie e metodologie di perforazione innovative, si prepari a raggiungere un livello di output di gas e petrolio più alto del 50 percento rispetto alle altre nazioni.

Verso una leadership indiscussa degli Stati Uniti

Sempre secondo l’EIA, l’America  potrebbe diventare il primo produttore di oil&gas già entro il 2025. Questo grazie alla capacità degli Stati Uniti di produrre nuove risorse energetiche, come petrolio scisto.

Secondo le previsioni, nel prossimo decennio, gli States potrebbero aumentare di ben 8 milioni i barili giornalieri. Si manteerrà poi sullo stesso ritmo fino al 2050. Secondo l’IEA, si tratta del periodo di crescita più lungo da parte di un singolo paese nella storia dei mercati petroliferi.

Gli addetti OPEC hanno commentato così la sorprendente situazione: “La produzione di Shale Oil dell’America supera quelle che erano le nostre attese mostrando la resilienza e la capacità di recupero di questo settore.

La crescita è sostenuta e le operazioni di trivellazione si mostrano particolarmente aggressive nel bacino Permiano ed il altri siti di estrazione”.

La corsa verso la leadership mondiale è motivata da ingenti investimenti in progetti shale in varie aree americane tra cui il Midwest, gli Appalachi, e il Texas.

Negli ultimi cinque anni gli investimenti oil&gas degli Stati Uniti sono stati significativi e si parla di oltre un trilione di dollari.

Mentre le spese sostenute in gasdotti, trasporti e impianti di trasformazione sono stati di circa 200 miliardi di dollari.

Nel frattempo, recentemente abbiamo assistito finalmente ad un aumento di prezzi del petrolio.

L’America che non taglia la produzione

Ma mentre i paesi appartenenti al cartello e alcuni non proseguiranno nel taglio della produzione, l’America di Trump ha beneficiato di tale aumenti senza dover tagliare alcun output.