Petrolio debole nonostante accordi per taglio produzione OPEC

Cresce il timore per la costante crescita delle scorte USA

Il petrolio ha chiuso con la settimana peggiore da novembre. L’estrazione in USA ha subìto una notevole impennata.

L’EIA (Energy Information Administration) ha reso noto che durante la scorsa settimana, le scorte di greggio sono balzate a 8,2 milioni di barili, registrando il nono aumento settimanale consecutivo.

Di conseguenza, gli investitori ora temono fortemente la crescita delle scorte oltre oceano in quanto potrebbe rappresentare una seria minaccia per gli accordi presi dai paesi OPEC e NON-OPEC per il taglio della produzione.

I ministri dei paesi appartenenti al cartello e non si riuniranno in un vertice in Kuwait il 26 marzo prossimo per discutere su un possibile prolungamento oltre giugno.

Crollo delle quotazioni del petrolio

Le quotazioni del petrolio sono scese ai minimi storici degli ultimi tre mesi con una flessione mai vista nell’ultimo anno.

I future sul Brent con termine maggio sono scesi a 53 dollari al barile (ovvero all’incirca il 5 per cento), mentre per quanto riguarda quelli relativi al WTI, questi hanno registrato quota 50 dollari al barile (5,4 per cento).

Si potrebbe non raggiungere l’obiettivo di un taglio dell’offerta

Crescono quindi i subbi sulla questione del reale taglio dell’offerta: nonostante la diminuzione della produzione dei paesi coinvolti nell’accordo, si potrebbe non raggiungere l’obiettivo prefissato del taglio del greggio.

Attesa per i nuovi aggiornamenti delle varie agenzie per capire meglio l’andamento reale

Nell’attesa di vedere il reale andamento dei mercati, questa settimana gli occhi degli operatori del settore saranno tutti nuovamente puntati sugli aggiornamenti dei dati delle scorte USA, sperando di ottenere nuove informazioni utili sulla domanda e l’offerta.

Domani l’OPEC pubblicherà il report mensile sul greggio, l’API (American Petroleum Institute) renderà noti i dati sulle scorte di greggio, mentre il giorno dopo l’AIE rilascerà il report sui livelli globali della domanda e dell’offerta.