eni refinery extraction

Piano Strategico di Eni per il 2016-2019: obiettivo creare valore nel lungo periodo

È stato appena presentato a Londra il nuovo Piano Stretagico di Eniper il 2016-2019. Obiettivo numero uno, la creazione di valore in modo sostenibile nel lungo periodo, attraverso una forte focalizzazione sui costi e sull’efficienza, e un’attenzione privilegiata per le attività upstream. Positiva la rezione del mercato, con il titolo che ha chiuso in rialzo dello 0,88%.

“L’industria petrolifera sta affrontando una sfida molto complessa: ridurre i costi per soddisfare i vincoli finanziari di breve termine, continuando a creare valore nel lungo periodo. – ha affermato l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi – Il successo della nostra strategia di ristrutturazione e di trasformazione in una società oil & gas integrata, ci consente di affrontare questa sfida con una struttura di costi competitiva, un modello operativo efficiente e un portafoglio asset flessibile. Abbiamo iniziato un nuovo ciclo di crescita redditizia e abbiamo il potenziale per creare maggiore valore per il futuro”.

Il processo di trasformazione in atto dovrebbe garantire, secondo gli obiettivi previsti dal Piano, una crescita cumulato della produzione del 13% entro il 2019, nonostante una riduzione del CAPEX dell’Upstream del 18%, un Ebit positivo e resiliente in tutte le altre attività di business, una forte generazione di cassa e la definizione di un nuovo programma di dismissioni per 7 miliardi di euro entro il 2019.

Sicurezza e ambiente rimangono due priorità assolute dell’azienda. Riguardo alla sicurezza, Eni è stata la best performer dell’industria petrolifera negli ultimi 3 anni, con un tasso di incidenti rilevabili (Total Recordable Injury Rate) dello 0,7 nel 2014 rispetto a una media del settore dell’1,24. Nel 2015 questo risultato è stato ulteriormente migliorato, con una riduzione del 37% raggiungendo un TRIR dello 0,45. L’obiettivo di Eni per il 2016 e oltre è un TRIR pari a zero.

In termini di ambiente, nel periodo 2010-2014, Eni ha ridotto le proprie emissioni di gas serra (GHG) del 27% da 59 MtCO2 all’anno a 43 MtCO2. Nel settore Upstream, Eni ha raggiunto un livello di emissione unitaria di 0,2 tCO2 per tonnellata di olio equivalente prodotto, mentre per il futuro punta a migliorare ulteriormente questi livelli, fissando un target di riduzione ulteriore delle emissioni unitarie del 43% entro il 2025.

Al fine di affrontare le debolezze strutturali del settore della Raffinazione, l’obiettivo di Eni è di ridurre il margine di raffinazione di break-even a circa 3 $/barile entro il 2018 pur mantenendo l’attuale capacità di raffinazione. Questo consentirà di generare un flusso di cassa operativo cumulato di 2,9 miliardi di euro nel periodo di Piano. L’unità di business Refining ha raggiunto il break-even dell’Ebit adjusted nel 2015, 2 anni prima del previsto. Refining and Marketing raggiungerà un Ebit adjusted di 700 milioni di euro entro il 2019.

La produzione di idrocarburi è prevista in crescita di oltre il 3% all’anno nel periodo 2016-2019, e sarà realizzata principalmente attraverso il ramp-up e l’avvio di nuovi progetti che daranno un contributo totale di circa 800mila barili di olio equivalente al giorno nel 2019. L’esplorazione rimane un fattore chiave per la crescita del valore della società. Negli ultimi 8 anni, Eni ha scoperto 11,9 miliardi di barili di risorse a un costo unitario di 1,2$/barile, che corrispondono a circa 2,4 volte il totale della produzione realizzata nel periodo, valore molto più alto della media del settore pari a 0,3. Nell’arco del periodo di Piano, Eni prevede nuove scoperte per 1,6 miliardi di boe al costo competitivo di 2,3 $/barile e con un time-to-market per gli avvii di produzione molto ridotto, pur mantenendo una spesa media nell’esplorazione in linea con i livelli del 2015.