Il prezzo del petrolio vola superando i livelli massimi da due anni

Per la prima volta da agosto 2015, il costo del petrolio sale oltre i 60 dollari

La scorsa settimana il prezzo del petrolio ha toccato incredibilmente la quota di 60,43 dollari al barile, dimostrando che il mercato è definitivamente in ripresa. Dunque, gli accordi del cartello sembrano funzionare. Le scorte nei magazzini USA stanno calando.

Tuttavia, che il settore fosse in ripresa era già stato annunciato al fine di settembre, durante l’ultimo incontro OPEC. In tale occasione infatti, , il ministro del Kuwait aveva dichiarato che la situazione era migliorata rispetto ai mesi precedenti e il mercato era in costante rialzo.

Le cause del rialzo dei prezzi che fanno sperare

Dunque, le cause della salita dei prezzi delle ultime settimane sono da ricercare nella ripresa economica ma non solo.

A fine mese ci sarà un’altro vertice OPEC in cui i paesi appartenenti e non decideranno se estendere o meno i tagli. La prospettiva è positiva e molto probabilmente, l’accordo sarà esteso di ulteriori sei o addirittura nove mesi.  

Ma nel mix di fattori che stanno portato al riequilibrio del binomio di domanda e offerta c’è anche la crisi irachena per quanto riguarda l’indipendenza curda: durante il mese di ottobre, OPEC ha estratto 180 mila barili giornalieri in meno rispetto a settembre, e il solo paese dell’Iraq è sceso di ben 120 mila.

In arrivo un accordo con gli americani?

In vista dell’incontro OPEC del prossimo 30 novembre, sembrerebbe che Mohammed Barkindo, segretario generale dell’Opec Mohammed Barkindo stia cercando di siglare una specie di accordo con l’America per aderire ai tagli.

Tuttavia, benché gli Stati Uniti stiano cercando di rallentare la produzione per vari motivi, è improbabile che cederanno ad un deliberato taglio di produzione.

Ciononostante, il segretario dell’OPEC ha recentemente dichiarato che gli Americani “al momento concordano di avere una responsabilità condivisa nel mantenere la stabilità del mercato, perché neppure loro sono isolati dall’impatto del ciclo ribassista”.