La raffineria di Augusta passa dalla texana Esso all’algerina Sonatrach

 

Cambio di proprietà per la raffineria di Augusta: Esso cede l’impianto siciliano a Sonatrach

La raffineria di Augusta, collocata in provincia di Siracusa è una delle più importanti raffinerie in Italia e nel Mediterraneo.

Realizzato nel 1949 dalla famiglia milanese Moratti, l’impianto è rimasto nelle mani della compagnia energetica americana Esso per 57 anni.

E’ notizia di pochi giorni fa la vendita della raffineria alla società algerina Sonatrach, insieme ai depositi carburanti di Augusta, Palermo, Napoli e gli oleodotti.

L’annuncio è stato dato proprio dall’azienda americana. Questa ha assicurato «una gestione attenta della transizione, con particolare riferimento al personale, alla sicurezza, alle relazioni con le comunità locali e alla tutela dell’ambiente».

Preoccupazioni e disappunto  

Tuttavia, sono molte le perplessità emerse da parte del mondo politico e dei sindacati.

Infatti, sono molte le domande sul futuro della raffineria, sulle modalità di acquisto, sulle procedure per le bonifiche e sulla salvaguardia dei posti di lavoro.

A tal proprosito la prima cittadina di Augusta, Cettina Di Pietro, ha voluto incontrare i dirigenti di Sonatrach per affrontare due temi cruciali della compravendita dell’impianto.

Il primo è relativo al mantenimento dei livelli occupazionali e il secondo è sul rispetto della tutela dell’ambiente e territorio.

Ma anche la Cgil e Uil chiedono maggiori chiarimenti e più trasparenza sulla questione.

Lamentano infatti una totale assenza di comunicazione e hanno chiesto urgentemente spiegazioni sulla strategia e sugli obiettivi del nuovo azionista.

Ma il colosso algerino ha risposto rassicurando che l’acquisizione non avrà alcun impatto sui posti di lavoro.

Abdelmoumen Ould Kaddour, amministratore delegato di Sonatrach, ha confermato che l’azienda si impegnerà «a mantenere i livelli occupazionali, la continuità gestionale, l’eccellenza operativa e gli elevati standard in materia di salute, sicurezza e ambiente».

Non sembra esserci pace per la raffineria di Augusta

Nell’estate dello scorso anno, la raffineria di Augusta, capace di trattare otto milioni di tonnellate di petrolio all’anno, era stata messa sotto sequestro da parte della Procura di Siracusa.

A settembre del 2017 Esso aveva comunicato un programma di interventi per il rispetto delle leggi previste per ridurre le emissioni.