Saudi Aramco ha ottenuto il 100% di Port Arthur (USA)

La compagnia petrolifera statale Saudi Aramco ha acquisito il 100%  della raffineria Port Arthur in Texas

Prima di firmare l’accordo definitivo per il possesso unico lo scorso lunedì, il colosso del petrolio arabo possedeva già metà di Port Arthur, insieme a Royal Dutch Shell, attraverso la joint venture Motiva Enterprises.

Purtroppo però i rapporti fra le due aziende erano da tempo complicati, fino ad arrivare ad un accordo di divorzio.

Saudi Aramco ha così ottenuto 24 terminals di distribuzione e la licenza per il marchio Shell per la vendita di benzina e carburante diesel in Georgia, in Carolina del Nord, in Carolina del Sud, in Virginia, nel Maryland, a Washington DC, in gran parte del Texas e nella maggior parte del territorio della Florida.

Solo due mesi fa l’incontro USA – Arabia Saudita

L’accordo Port Arthur è stato firmato a meno di due mesi dal meeting tra il presidente americano Donald Trump e il Principe dell’Arabia Saudita Mohammed bin Salman alla Casa Bianca.

Un portavoce dell’autorità saudita ha dichiarato a marzo: “Questo incontro può essere considerato un evento storico per entrambi i nostri paesi. Siamo contenti che con ogni probabilità, si potrà finalmente mettere la parola fine ad un periodo di divergenze e turbulenze”.

La raffineria di Port Arthur

La gigante raffineria texana si trova sulla Costa del Golfo ed è la più grande degli Stati Uniti. I primi impianti furono costruiti nel 1902 dall’azienda texana Texaco.

A maggio 2016, la raffineria ha raggiunto il record di 636.500 barili di petrolio lavorati al giorno, grazie anche al boom di domanda di petrolio registrato in America

Una mossa strategia da parte di Saudi Aramco

Dunque, l’affare Port Arthur per gli arabi, sembra proprio rappresentare un’ulteriore importante strada per il greggio.

L’Arabia Saudita potrebbe approfittarne per trasportare il suo greggio negli Stati Uniti per raffinarlo e venderlo sul mercato nord-americano.