Tap si, Tap no: il primo scontro del governo Lega-5 Stelle

Il nuovo governo Lega-5 Stelle è diviso sulla costruzione del gasdotto Tap

Il Trans-Adriatico TAP (Trans-Adriatic Pipeline) è un gasdotto attualmente in costruzione che parte dalla frontiera turco-greca e passa dalla Grecia, Albania per arrivare in provincia di Lecce.

L’infrastruttura permetterà di far arrivare il gas naturale sia in Italia che in Europa.
 
Benché l’Europa abbia da sempre detto forte e chiaro si all’opera, all’interno del nuovo governo sembrano esserci invece non pochi dissapori sul passaggio di Tap in Italia. In pratica, Salvini è favorevole, mentre il Movimento 5 Stelle è contrario alla costruzione.
 

Gli alleati divisi: Per i 5 Stelle il gasdotto è «inutile», per la Lega invece , «serve»

Sergio Costa, neoministro per l’Ambiente, ha definito il gasdotto inutile dal punto di vista strategico e ha richiesto che venga revisionato il progetto, forse sperando che possa sforare i tempi stabiliti dagli accordi. 

Nuccio Altieri, ex deputato pugliese della Lega, ha invece sottolineato che il Tap è un progetto “imprescindibile per la regione”.

E ancora, Barbara Lezzi, ministra per il Sud del Governo Conte, ha dichiarato di volerlo chiudere, anche rapidamente, in quanto stanno “rovinando o un territorio bellissimo”.

Insomma, il M5S ha una missione da svolgere: convincere la Legaa “non farne più di niente”.

Tuttavia, in teoria i pentastellati potrebbero anche procedere senza andare alla ricerca di tanti consensi, visto che occupano i posti chiave della filiera ministeriale, ovvero: Ambiente, Sviluppo Economico, Beni Culturali e Sud.

Perché allora è inutile il Tap? 

Secondo Costa il Tap è superfluo semplicemente perché i consumi di gas in Italia sono in calo da tempo.

Il Tap nei governi precedenti

I governi precedenti sono sempre stati favorevoli alla costruzione del gasdotto.

Il motivo non è tanto per l’approvvigionamento del metano azero.

Tuttaltro. Il gasdotto serviva per far diventare l’Italia un nuovo serbatoio di gas e dare al Paese una posizione di privilegio nello scenario delle politiche energetiche internazionali.