Per la sicurezza energetica rinnovabili e gas

Descalzi: per garantire la sicurezza energetica serve integrare rinnovabili e gas

L’Ad dell’Eni a un’audizione del Parlamento Europeo

Le rinnovabili da sole non bastano per garantire la sicurezza energetica dell’Ue ma devono essere integrate dal gas, sistema che costituisce il “ponte ideale” verso la decarbonizzazione. Questo il messaggio dell’ad dell’Eni Claudio Descalzi a un’audizione all’Europarlamento sul rafforzamento della sicurezza energetica Ue.

“Oggi le forniture di gas sono ancora più sicure, diversificate e competitive che in passato”, ha affermato Descalzi, ricordando “i nuovi super giganti del gas nel Mediterraneo orientale e in Africa orientale” oltre alle “grandiose potenzialità” del Delta del Nilo e del bacino del Levante che si aggiungono alle “sostanziali risorse” della Libia.

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Alla luce dei target fissati per il 2030 dalla Cop21, “le rinnovabili giocheranno un ruolo maggiore, ma non possono camminare da sole per il momento e hanno bisogno di un compagno di strada per compensare” insufficienze, per questo per l’ad di Eni bisogna “favorire lo sviluppo di un modello energetico basato su gas e rinnovabili insieme, che è il ponte ideale verso un futuro a basse emissioni di CO2”, investendo nel completamento del mercato interno del gas capace di dare a ogni singolo stato membro “forniture affidabili, competitive e diversificate”.

Sono tre, ha detto Descalzi, le leve su cui l’Europa deve puntare. Primo, “favorire la produzione domestica: dagli anni 2000, è dimezzata ma qualche stato ha il potenziale per aumentarla. Servono politiche per incoraggiare lo sfruttamento delle risorse nazionali”. La seconda leva è “l’interconnessione interna. Oggi, i flussi di gas vanno da Est a Ovest e da Nord a Sud. Questo significa che ci sono limiti importanti nel portare gas dalla Spagna alla Francia, dall’Italia alla Germania e specialmente dalla Germania ai paesi dell’Est”. Invece, ha spiegato Descalzi, “basterebbe collegare le infrastrutture esistenti, aumentare le connessioni di flusso inverso, e approfittare dell’enorme potenziale in termini di capacità di importazione dei due hub meridionali di Spagna e Italia”. Infine, la terza leva deve essere “l’attuazione di un quadro comune di regole. E’ cruciale assicurare regole armonizzate per le strutture di trasporto e di stoccaggio e potenziare il commercio transnazionale garantendo al tempo stesso prezzi livellati attraverso i diversi mercati”.