Situazione instabile in Libia: ferme Sharara e Wafa

La situazione in Libia continua ad essere instabile

Continua il periodo di disordine in Libia, che proprio per questo era stata esonerata dai tagli di produzione Opec.

Martedì l’estrazione gas si è fermata e la produzione di greggio si è abbassata di un terzo. I problemi pare siano dovuti allo stop di due oleodotti che secondo il Sole 24, potrebbero essere stai originati da proteste degli operai per i ritardi sugli stipendi oppure da gruppi di forza armata.

Tuttavia, disordini di questo genere non sono nuovi in Libia. Infatti recentemente, il blocco di uno degli oleodotti aveva causato lo stop di produzione del giacimento di Sharara per quasi due anni tornando in funzione alla fine dell’anno scorso.

Sono fermi i due grandi giacimenti Sharara e Wafa

Sharara, il più grande giacimento della Libia, e Wafa sono fermi. La compagnia petrolifera nazionale National Oil Company (Noc) ha dichiarato in una lettera ai propri clienti che si tratta di situazioni fuori dal loro controllo che non possono essere assolutamente prevenute.

Le probabili conseguenze dell’arresto della produzione

Il taglio di produzione causata dagli ultimi avvenimenti si aggira a 250.000 barili di greggio, cifra molto significativa per la produzione del paese che a febbraio di quest’anno era intorno ai 700.000 barili. Comunque, l’epidosio ha fatto salire il Brent in chiusura a 51,33 dollari. Gli incidenti di ieri e l’arresto delle estrazioni potrebbero dare una spinta all’equilibrio tra domanda e offerta del petrolio e all’Opec, anche se, come dichiarato dall’analista di Energy Aspects, Richard Mallinson, bisogna capire se queste interruzioni saranno durature nel tempo o no.

In passato, gli arresti registrati hanno avuto durata fino a due anni e con tutta probabilità, l’esigenza di income prodotta da gas e petrolio farà sì che le pipelines siano rimesse in funzione nel più breve tempo possibile.

Ciononostante, per ora la situazione gas non risulta essere un’emergenza in quanto le scorte sono ancora abbondanti.