Statoil inizia a dare energia agli inglesi grazie a Dudgeon

 

E’ iniziata la produzione di energia dal parco eolico offshore

La compagnia petrolifera norvegese Statoil ha ufficialmente iniziato a produrre energia dalla prima turbina del parco eolico offshore Dudgeon.

Sono quasi 6000 le case inglesi che ora ricevono elettricità dall’eolico Dudgeon, ed entro la fine del 2017 potrebbero aumentare a 400.000.

Il progetto Dudgeon

Il parco eolico è situato a 32 chilometri dalle coste di Norfolk nel Regno Unito. Si tratta di un progetto di impianto eolico grandissimo in cui si prevede il posizionamento di 67 turbine con una capacità di potenza totale pari a 402 MW.

Cambio di direzione e di investimenti per Statoil

Statoil è ancora oggi un’azienda leader nello sviluppo di giacimenti petroliferi nel Golfo del Messico, tuttavia da un po’ di tempo la società ha cambiato direzione mettendo in cantiere vari progetti per la realizzazione di parchi eolici offshore.

Margareth Øvrum, responsabile Tecnologia e Progetti del colosso norvegese, ha affermato di essere particolarmente soddisfatta delle performance e degli obbiettivi raggiunti fino ad ora. Questo primo traguardo rappresenta un passo molto importante per il progetto eolico offshore Dudgeon.

La cifra per l’investimento del nuovo campo eolico offshore si aggira intorno a 1.5 miliardi di sterline e fa parte della strategia di Statoil di cambiare rotta e investire anche nel settore delle energie rinnovabili pur non abbandonando definitivamente il settore del petrolio.

Stephen Bull, vice presidente per l’eolico offshore di Statoil ha dichiarato: “Investire nell’energia rinnovabile sulle fondamenta della nostra esperienza di ormai più di 40 anni nel campo del gas e petrolio rappresenta un obiettivo molto competitivo per noi. Rimane ancora molto lavoro da fare, ma assistere all’avvio della produzione della prima turbina ci stimola ulteriormente ad andare avanti in questo percorso.”

Statoil è una delle maggiori compagnie che investe nel settore dell’energia nel Regno Unito ed è proprio attraverso questo tipo di progetti che il governo britannico vuole riposizionarsi dal punto di vista energetico, ovvero dare spazio allo sviluppo delle energie alternative.