Stop a oleodotto in Bahrain a seguito di esplosione

L’Arabia Saudita ha sospeso temporaneamente le attività di un oleodotto a Buri, nel Bahrain

A seguito di una forte esplosione avvenuta nella notte tra venerdì e sabato nei pressi di un oleodotto situato nel villaggio di Buri nel Regno del Bahrein, sono state rafforzate “ai massimi livelli” le misure di sicurezza sulle strutture petrolifere del paese. Lo ha comunicato il canale televisivo Al-Arabiya. La compagnia energetica Saudi Aramco ha reso noto che la fornitura di petrolio in Bahrain è stata momentaneamente sospesa.  

Fortunatamente non vi sono stati vittime e feriti

Dopo l’incendio gli abitanti del piccolo paese sono stati tutti evacuati ma fortunatamente nessuno è rimasto ferito.

Fortunatamente, le autorità sono riuscite a ad estinguere l’incendio in modo repentino.

Benché non ci sia stata alcuna rivendicazione, le autorità del Bahrein stanno indagando.

Nel frattempo Sheikh Rashid bin Abdullah al-Khalifa ha puntato il dito contro il suo acerrimo nemico Iran. Ha infatti dichirato in un tweet come la stessa Iran voglia “compromettere la sicurezza del Bahrain e colpire il mercato degli idrocarburi”. Ha poi proseguito affermando che “gli atti terroristici testimoniati dal Paese di recente vengono effettuati tramite contatti diretti con l’Iran e per mezzo di sue indicazioni”.

Tuttavia Bahram Qassemi, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha rimandato al mittente tutte le accuse definendo le insinuazioni “accuse false e infantili”.

Il Regno del Bahrain tra sommosse e rivendicazioni

Lo Stato del Bahrein è guidato da un governo musulmano sunnita ed è alleato delle forze occidentali, nonché base della Quinta flotta della marina statunitense. Per diversi anni il paese è stato coinvolto in varie proteste e insurrezioni da parte della maggioranza sciita.

Dopo aver represso le proteste sciite (primavera araba del 2011), un gruppo di militanti ha messo in atto delle sommosse violente contro le forze di sicurezza del Paese. Il Regno del Bahrain ha accusato pubblicamente l’Iran di essere il responsabile degli attacchi ma ancora una volta, Teheran ha negato ogni coinvolgimento.