Nuova Zelanda, niente più permessi per esplorazioni sulle coste

 

La Nuova Zelanda sarà carbon neutral dal 2035 e tutta l’energia prodotta sarà da fonte rinnovabile entro il 2035

Ma niente paura, non si tratta di uno stop assoluto. Infatti i 22 permessi già concessi negli ultimi anni rimarranno in vigore e si potrà estrarre ancora gas e petrolio per i prossimi 40 anni dai giacimenti attivi.

Tuttavia, la decisione di accelerare la transizione energetica e di non concedere più permessi per le trivellazioni ha fatto già il giro del mondo.

Le motivazioni

La Nuova Zelanda si sa non può essere considerata una potenza del petrolio. Infatti, gli utili provenienti dal settore incidono solo per il 1,5 percento del Pil del Paese.

Dunque, la decisione del governo guidato dal giovane primo ministro Jacinda Ardern è stata senz’altro facilitata dal calo del prezzo del greggio.

Tuttavia altro ruolo importante è dato dalla diminuzione delle richieste pervenute durante l’anno scorso per nuove esplorazioni.

Infatti, mentre negli ultimi anni alcuni colossi del petrolio hanno dimostrato interesse per effettuare trivellazioni offshore in Nuova Zelanda, l’anno scorso è arrivata solo una richiesta.

Dunque è calato vertiginosamente l’interesse.

Secondo Jacinda Ardern, se non si prendono delle decisioni adesso per i prossimi tre decenni, il rischio è quello di agire con troppo ritardo.

E questo potrebbe avere un impatto negativo sull’economia del Paese e sull’intera comunità.

Le reazioni favorevoli di Greenpeace

Ovviamente le associazioni ambientaliste, in prima linea Greenpeace, ha appreso con molta soddisfazione la notizia pervenuta dalla Nuova Zelanda.

Un portavoce dell’organizzazione ha infatti commentato che “Si tratta di una vittoria storica per la protezione dei mari e del clima, che arriva dopo sette anni di crescente opposizione dell’opinione pubblica.”

Ha poi aggiunto: “Vietando le prospezioni per gas e petrolio, la coalizione di governo da poco eletta in Nuova Zelanda ha messo efficacemente al riparo dai rischi di nuove esplorazioni quella che è per estensione la quarta zona economica esclusiva del pianeta, con una superficie di oltre quattro milioni di chilometri quadrati di mare”.