TotalErg esce dal mondo oil e cede tutto ad Api

Dopo più di un anno di trattative, TotalErg abbandona definitivamente il petrolio per dedicarsi alle rinnovabili

TotalErg, joint venture della compagnia italiana Erg con quella francese Total cede le sue 2600 stazioni di servizio della propria rete al gruppo Api (Anonima Italiana Petroli).

Insieme vi è anche il polo logistico di Roma ed il 25,16 percento della raffineria di Trecate.

Tuttavia, la validità dell’intera operazione, che dovrebbe completarsi entro il 31 gennaio del 2018, è condizionata all’approvazione dell’Antitrust.

Si conclude così un periodo intenso per TotalErg

Durante gli scorsi mesi infatti,  la compagnia ha ceduto piano piano le proprie attività come la divisione gas «lpg» al gruppo Ugi Corporation e la energy service company Restiani al fondo Ambienta.

Dunque, si tratta di un’operazione del valore complessivo di 850 milioni di euro.

Per quanto riguarda i lubrificanti, la divisione resterà al Total grazie al processo di riacquisto dell’asset.

Un pool di cinque banche pronte a finanziare Api

Per le operazioni di acquisto, una cordata di banche (Unicredit, Ubi, BancoBpm, Banca Popolare di Sondrio e Bper) ha promesso la concessione di finanziamenti ad Api. Si parla di un prestito totale che si aggira intorno ai 640 milioni di euro.

Un investimento industriale strategico per Api

Per il gruppo Api si tratta di un investimento strategico capace di cambiare la rete della distribuzione di carburanti sul territorio italiano, portando la compagnia ai livelli di Eni.

Stando ai dati ottenuti durante il 2016, si prevede che nei prossimi 24 mesi Api possa raggiungere un fatturato di circa 6 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il mercato, si potrebbe posizionare vicino a Eni per il downstream.

Ugo Brachetti Peretti, presidente di Api, ha commentato con grande soddisfazione l’intera operazione.

Ha infatti dichiarato che: «si tratta di un’operazione industriale dal carattere strategico sia per il nostro gruppo, che rafforza la posizione sul mercato e la propria capillarità sul territorio nazionale, sia per l’evoluzione futura dell’intero settore italiano dei carburanti e della mobilità».