Trivellazioni entro le 12 miglia marittime: d’ora in poi si può procedere

 

Via libera alle trivellazioni entro le 12 miglia grazie all’articolo 15

Il nuovo decreto ministeriale era stato approvato a dicembre dell’anno scorso ma la Gazzetta Ufficiale lo ha pubblicato nel suo ultimo numero proprio in questi giorni.

Di fatto, al contrario di quanto dichiarato dal si ufficializza la possibilità da parte delle compagnie petrolifere di modificare i progetti di sviluppo già autorizzati al momento del rilascio della concessione e di costruire nuove piattaforme in luoghi fino ad ora vietati, entro le 12 miglia dalle coste marittime.

Il testo, che lascia pochi dubbi è contenuto all’articolo 15 e cita:

“Fermo restando il divieto di conferimento di nuovi titoli minerari nelle aree marine e costiere protette e nelle 12 miglia dal perimetro esterno di tali aree e dalle linee di costa lungo l’intero perimetro costiero nazionale, ai sensi dell’art. 6, comma 17, del decreto legislativo n. 152/2006, come modificato dall’art. 1, comma 239, della legge n. 208/2015, sono consentite, nelle predette aree, le attività da svolgere nell’ambito dei titoli abilitativi gia’ rilasciati, anche apportando modifiche al programma lavori originariamente approvato, funzionali a garantire l’esercizio degli stessi, nonche’ consentire il recupero delle riserve accertate, per la durata di vita utile del giacimento e fino al completamento della coltivazione, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale.”

Via libera quindi a trivellare di nuovo anche nelle aree cosiddette “di rispetto”, ovvero ricadenti entro le 12 miglia marine.

Le polemiche non sono tardate

Appena venuti a conoscenza dell’emendamenti, sono scoppiate ovviamente le proteste da parte del comitato No Triv che ha commentato: “Il governo straparla di obiettivi al 2030, di Winter package e di rispetto degli accordi di Parigi, ma nella prassi continua sistematicamente a creare corsie preferenziali per le energie fossili eludendo i divieti di legge. Con questa norma il governo ha raggirato 14 milioni di italiani e 10 regioni”.

Le Regioni avranno la facoltà di impugnare il decreto non appena verrà rilasciata la prima concessione del nuovo regolamento.