Turkmenistan: tra crisi del petrolio e clima di incertezza per il futuro

Il prezzo del greggio, il difficile accesso al mercato, la burocrazia lenta e la corruzione hanno travolto il paese 

Il governo del Turkmenistan è attanagliato da una crisi economica dovuta a molteplici motivi e gli investimenti da parte di compagnie straniere è diventata negli anni sempre più ristretta.  

A complicare le cose c’è però anche la Russia che ha smesso di acquistare gas turkmeno a gennaio. La Cina purtroppo ha quasi congelato interamente un progetto per un importante gasdotto e l’Iran del dopo sanzioni è diventato ora un minaccioso concorrente.

Progresso e sviluppo vanno a rilento

Il Mar Caspio turkmeno conta 32 contratti di perforazione ma attualmente sono solo 4 i blocchi operati da compagnie straniere. Ci sono 5 giacimenti di gas i quali l’anno scorso hanno prodotto 65000 barili di idrocarburi.

Uno degli investitori più vecchi dell’offshore in Turkmenistan è la malese Petronas che nel 1996 siglò un contratto con il governo per operare il Blocco 1.

Un sistema politico corrotto 

Il sistemo politico per le autorizzazioni in Turkmenistan ha messo delle barriere per gli investitori stranieri.
Infatti Mauro Fiorucci, (EMEA Transaction Services Leader presso Opportune LLP), ha dichiarato recentemente: ”la corruzione e la mancanza di trasparenza hanno creato un clima di incertezza per le imprese straniere. L’approvazione degli investimenti è guidata e trattata politicamente dalle cariche più alte. L’unico modo di penetrare nel mercato è attraverso ufficiali di alto livello i quali organizzano gli affari con i top leaders sfruttando le proprie conoscenze.”

Fiorucci ha anche fatto notare i rischi di interferenze politiche per le imprese straniere spesso soggette ad un eccessivo controllo finanziario, come ad esempio l’azienda argentina Bridas e l’olandese Larmag Energy Assets. Entrambe le compagnie operavano a largo delle coste turkmene nel 1990 ma dopo qualche anno revocarono le proprie licenze a causa delle pressioni da parte del governo. In seguito, Bridas portò Ashgabat in tribunale con la speranza di riavere i 400 milioni di dollari investiti nel paese.

Difficile capire cosa succederà in futuro

Visto l’attuale sistema economico e politico, non sono chiari i progressi e i cambiamenti che adotterà il paese.

La vita del Turkmenistan è talmente dominata dai voleri del suo Presidente da rendere difficile capire in quale direzione si muoverà.