E’ ufficiale: da gennaio 2017 taglio della produzione del greggio

L’accordo è siglato e decisivo: si al taglio 

A seguito dell’ultimo vertice svoltosi a Vienna la scorsa settimana, per la prima volta dal 2001, si è finalmente giunti all’accordo definitivo tra i paesi del cartello e quelli che non ne fanno parte (incluso la Russia) per la riduzione della produzione del greggio.

A partire da gennaio, le estrazioni caleranno di 1,8 milioni di barili al giorno. La sola Russia produrrà circa 300.000 barili al giorno in meno.

Gli esperti hanno commentato

“Se dovessero essere effettivamente rispettosi di questo accordo, i tagli sarebbero sufficienti a mandare il mercato in deficit di greggio”, e la conseguenza sarebbe la crescita dei prezzi, utile ai bilanci dei Paesi produttori. Questo quanto dichiarato da Nei Beveridge di Sanford C. Bernstein all’agenzia Bloomberg.

L’economista Gary Ross, nonostante si sia dimostrato un po’ scettico sull’effettivo rispetto dell’intesa, ha comunque commentato a Reuters: “Dai Paesi non-Opec arriva il più grande contributo che abbiamo mai visto”.

Ancora, Fawad Razaqzada, analista tecnico di Forex.com, ha dichiarato: “Questo storico accordo è una rivoluzione.”

Mohammed al-Sada, ministro dell’Energia del Qatar e attuale presidente dell’OPEC, ha affermato che: “La decisione è “importante per i nostri paesi, per l’industria petrolifera e per l’economia globale nel suo complesso”.

I prezzi sono già saliti

Intanto i prezzi del petrolio hanno avuto un’impennata con livelli massimi mai raggiunti negli ultimi 17 mesi. Infatti, il prezzo al barile Brent è salito a 58 dollari grazie alla riunione di Vienna.

L’aumento dei prezzi del petrolio non è certo una buona notizia per i consumatori. In particolare, importare petrolio prezzato in dollari sarà ancora più costoso pe paesi come il Regno Unito, il quale già si trova a far fronte al crollo recente della sterlina.

In conclusione, si spera che con gli accordi raggiunti si possa assistere ad una stabilizzazione delle quotazioni e ad un bilanciamento del rapporto tra domanda e offerta.