Un nuovo mondo: come i droni cambiano l’industria petrolifera e del gas.

I droni (UAV – Unmanned Air Vehicle – è la definizione più appropriata) stanno diventando sempre più popolari: sono diffusi in molti mercati diversi e nel settore Oil & Gas stanno esplorando frontiere sempre nuove e impegnative.
Dal 2013 piccoli droni come Insitu (una società costituita dall’enorme gigante aerospaziale Boeing) “ScanEagle” stanno scannerizzando l’acqua gelida dell’Alaska per tracciare gli iceberg o stanno vagando nei cieli più caldi del Golfo per monitorare la sicurezza delle piattaforme off-shore. Un’altra missione legata all’Oil & Gas è quella di utilizzare queste meraviglie tecnologiche come “cacciatori di uragani” per avvertire i primi consigli di devastanti uragani. Il DoC statunitense NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration – impiega in questo ruolo il “Coyote” del Raytheon, un altro piccolo UAV con un’apertura alare inferiore a 2 metri ma contenuto (con le ali piegate) in un tubo più piccolo di 30 cm di diametro e meno di 5 kg di peso.
Questi UAV sono risorse inestimabili per le piattaforme Oil & Gas perché possono mettere in guardia contro i pericoli legati agli eventi meteorologici e garantire la sicurezza e la protezione di apparecchiature estremamente costose: hanno sensori avanzati in grado di rilevare la notte e il giorno la più piccola nave sospetta e grazie al sofisticato la rete di comunicazione è in grado di lanciare immediatamente un allarme.
Solo l’immaginazione è il limite di questa rivoluzione del “nuovo mondo coraggioso”.