Il piano della Cina per la rivoluzione energetica

I problemi ambientali della Cina dovuti alla forte crescita e sviluppo economico

La crescita economica e sociale cinese degli ultimi anni ha portato il continente al triste primato mondiale per quanto riguarda le emissioni. Le città cinesi sono infatti letteralmente soffocate dall’inquinamento.

Per questo, il governo è stato costretto a progettare una vera e propria rivoluzione energetica per ridurre gli effetti dello smog.

La Cina ancora carbone dipendente 

Stando all’ultimo report dell’AIE (Agenzia internazionale per l’energia), il continente asiatico consuma giornalmente il 25 percento dell’energia totale a livello globale.

Il carbone è ancora la materia più usata soprattutto nell’industria, nella produzione energetica e nel riscaldamento, bruciando oltre il 50 percento di carbone. Mentre il gas è ancora meno usato ma in costante crescita in quanto dipende dall’import di GNL.

Energia eolica ed elettrica

Tuttavia, la Cina è il primo produttore di pannelli solari nel mondo grazie agli sviluppi tecnologici mentre nel settore nucleare sono in fase di costruzione decine di nuovi reattori.

Inoltre, il paese è anche leader mondiale nell’industria dei veicoli elettrici. Infatti, il 40 percento dei veicoli verdi prodotti nel mondo provengono dalla Cina.

Insomma, il continente giocherà un ruolo fondamentale nello scenario energetico entro il 2050.

Il progetto ambizioso della Cina

Tuttavia, il problema grosso rimangono le emissioni e recentemente il governo ha approvato un piano per la trasformazione del settore energetico nei prossimi dieci anni chiamato “Produzione di energia e strategia di rivoluzione dei consumi”.

Delle centrali a carbone rimaste, entro il 2030 l‘80 percento avrà emissioni bassissime. Entro il 2040 ci potrebbero essere ulteriori miglioramenti. L’obiettivo è quello di ridurre la quantità di combustibili fossili a meno della metà del totale entro il 2050 e ridisegnare l’intero sistema dell’energia del continente, mediante le tecnologie.

In conclusione, non ci resta che aspettare e vedere se la Cina sarà davvero in grado di mettere in pratica o meno i cambiamenti promessi.